Onde gravitazionali misurate per la prima volta

Albert Einstein, early 1900'sGli scienziati del Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), nato da una collaborazione tra MIT e Caltech, hanno annunciato la scoperta nella conferenza di ieri, 11 febbraio 2016. La rilevazione delle onde gravitazionali risale però al 14 settembre 2015.

Dopo 100 anni, le previsioni di Einstein a riguardo si sono ancora una volta dimostrate esatte.

Le onde gravitazionali sono previste dalle soluzioni di una equazione (equazione di Einstein, una equazione tensoriale in cui l’incognita è il tensore di curvatura dello spaziotempo) che tipicamente rappresentano onde, allo stesso modo delle onde elettromagnetiche: Maxwell infatti scoprì che mettendo assieme le equazioni di elettricità e magnetismo si ottenevano delle equazioni d’onda, equazioni classiche che i fisici conoscevano molto bene, come quelle delle corde o delle membrane vibranti. E Hertz confermò l’esistenza di queste onde, che da principio furono chiamate onde hertziane. Gli esperimenti di Hertz furono poi di ispirazione a Marconi nel telegrafo senza fili.

Quindi possiamo fare un parallelo storico: Einstein sta a Maxwell come LIGO sta a Hertz.

Come si perviene all’equazione delle onde a partire dall’equazione di Einstein.

È impressionante il numero di questioni che il Grande Vecchio ha colto nel segno: dalla curvatura della luce, dovuta alla curvatura dello spaziotempo, alla esistenza di onde gravitazionali, alla spiegazione dell’effetto fotoelettrico usando la teoria dei quanti (che gli valse il Nobel) alla scoperta degli effetti non locali nella Meccanica Quantistica (a cui però non volle credere). Reiner Weiss, un membro del team LIGO del MIT di Boston, ha dichiarato

Sarebbe stato fantastico poter vedere la faccia che avrebbe fatto Einstein se avessimo potuto dirglielo.

Dettagli sull’esperimento LIGO a questo link.

La home page dell’esperimento LIGO, una collaborazione scientifica tra ricercatori e istituzioni situati in USA, Brasile, Russia, Europa, Cina, India e Australia.

La lista completa delle università e degli altri esperimenti che partecipano alla collaborazione, tra cui c’è l‘esperimento Virgo, una analoga collaborazione europea in cui il detector è situato a Cascina (Pisa) e condotto dal CNR. Virgo e LIGO collaborano in questa ricerca delle onde gravitazionali e nella analisi dei dati rilevato dai due eseprimenti. Anche Virgo ha allestito una conferenza stampa in contemporanea a LIGO per dare al mondo la grande notizia.

La prossima frontiera

Un altro tassello che manca è l’osservazione dei quanti di gravità. Per analogia con la teoria elettromagnetica, nella quale la Meccanica Quantistica postulò il dualismo onda particella (onda elettromagnetica – fotone), esiste un capitolo Gravità Quantistica in cui la controparte del fotone è la versione quantica dell’onda gravitazionale, il cosiddetto gravitone.

La questione però qui è ancora più complessa, in quanto Meccanica Quantistica e Relatività Generale non sono compatibili, e anche la stessa definizione teorica di gravitone è problematica (la gravitazione quantistica a loop per esempio non ne contempla nemmeno l’esistenza).

Un’ottima introduzione alla Gravità Quantistica ad opera di Carlo Rovelli nell’archivio.

Ma cos’è un’onda gravitazionale?

E’ un’onda che sfugge ad ogni tipo di onda con cui abbiamo a che fare quotidianamente:

  • onde meccaniche che sono “increspature” della materia: ad esempio le onde sonore sono fluttuazioni della densità dell’aria (attenzione: se nei fil sci-fi sentite un’astronave esplodere, è una balla, nel vuoto non si propagano le onde elastiche). I migliori sensori che abbiamo a bordo per ricevere queste onde sono la pelle e l’apparato uditivo, questo ha una banda passante dai 20 Hz ai 20 kHz.
  • onde elettromagnetiche che sono “increspature” del campo elettromagnetico: qui abbiamo uno spettro molto ampio: dalle onde lunghe a pochi Hertz, ai raggi gamma generati dai decadimenti nucleari (siamo nell’ordine dei exahertz EHz, 1 seguito da 18 zeri Hz). Un’onda elettromagnetica molto popolare è la luce, che ha la stessa natura delle onde radio e dei raggi gamma ma ha una frequenza che si situa attorno ai 500 THz (terahertz, 1 seguito da 12 zeri). Il sensore migliore che abbiamo a bordo sono gli occhi, che però hanno una curva di risposta limitata dai 400 nm (viola) ai 750 nm (rosso), quindi non vediamo dagli infrarossi in giù e dagli ultravioletti in su).
  • onde gravitazionali che sono “increspature” dello spaziotempo, fluttuazioni locali nella lunghezza dei metri e nella durata dei secondi. Generalmente queste fluttuazioni sono evidenti solo in corrispondenza a eventi cosmici catastrofici, come la collisione dei due buchi neri che ha prodotto l’onda misurata. Cosa che esula completamente dal nostro sentire quotidiano e per il quale non abbiamo avuto la necessità di sviluppare dei sensori biometrici come occhi e orecchie.

Fonti:

LIGO

Virgo

Audio Ubuntu

MI usciva, nel’impostazione audio, volume di uscita nullo con impossibilità di muovere la barra del volume.

Ubuntu 15.10 su HP ProBook 440

Qui:

Ora la barra si è sbloccata ma eseguendo il test audio (pulsante “Suono di prova”) non funziona nulla.

Quindi proseguo coi suggerimenti, rimuovo tutto e reinstallo:

sudo apt-get remove --purge alsa-base pulseaudio
sudo apt-get install alsa-base pulseaudio
sudo alsa force-reload
Unloading ALSA sound driver modules: snd-seq-midi snd-seq-midi-event snd-seq snd-rawmidi snd-seq-device snd-hda-intel snd-hda-codec-hdmi snd-hda-codec snd-hda-core snd-hwdep snd-pcm snd-timer.
Loading ALSA sound driver modules: snd-seq-midi snd-seq-midi-event snd-seq snd-rawmidi snd-seq-device snd-hda-intel snd-hda-codec-hdmi snd-hda-codec snd-hda-core snd-hwdep snd-pcm snd-timer.

Rifaccio il test e ora funziona tutto.

 

Anche la casella “Riproduci suono come” ora riporta Cuffie Analogiche (Audio Interno) (prima visualizzava “Riproduci con Dummy Output”)

 

Colord-sane

Problema all’avvio di stamattina:

Feb 8 08:18:29 jsbach whoopsie[612]: [08:18:29] Parsing /var/crash/_usr_lib_colord_colord-sane.111.crash.
Feb 8 08:18:29 jsbach whoopsie[612]: [08:18:29] Uploading /var/crash/_usr_lib_colord_colord-sane.111.crash.

Soluzione in questo forum

I don’t really use scanner, so I decided to simply remove buggy packages:

sudo apt-get remove sane-utils
sudo apt-get remove colord

 

Fine 2015

Termino quest’anno un po’ in discesa dal punto di vista lavorativo.

Non sono molto soddisfatto.

Ma ho un progetto che l’anno venturo sarà in grado di cambiare tutto in meglio.

Buon 2016, Lettore!

Oracle e sequence

logo-oracle-largeMi è capitato un caso in cui un record inserito in una tabella intorno alle 12.00 porta un valore di chiave primaria, ottenuto leggendo una sequence, superiore del valore ottenuto dalla stessa sequence dopo circa mezzora:
        ID TEMPO
---------- -------------------
     65304 02/12/2015 10:55:27 
     65297 02/12/2015 12:37:38
Il mio DBA di fiducia mi ricorda che lo scopo della sequence è quella di fornire valori UNIVOCI, più che valori ordinati nel tempo, ma la cosa succede perché, nella definizione della sequence, ho dichiarato la direttiva NOORDER.
Questa direttiva, nel caso di DB in cluster a più nodi (nel mio caso la macchina che contiene il DB è bilanciata con 2 nodi: significa che c’è tra il database ed il client c’è un bilanciatore che decide se smistare le chiamate verso un nodo o verso il suo gemello identico a seconda del carico computazionale dei sottonodi), può portare a comportamenti di questo tipo (le sequence vengono staccate un po’ di qua un po di là ma il DB al momento della generazione non le ordina tra i vari nodi – questo il significato del NOORDER).
Per converso, non dichiarare la clausola NOORDER, affinché Oracle si preoccupi distribuire le sequenze in ordine, potrebbe portare a situazioni ben più gravi, come quella di mettere in LOCK il database (vedi ad esempio http://www.dba-oracle.com/t_rac_proper_sequence_usage.htm).
Una possibile soluzione, se si vuole che venga ricordato l’ordine di inserimento, sarebbe quella di prevedere un campo data valorizzato a sysdate al momento della creazione del record ed usare quello per l’ordinamento.

PHP e gli operatori boolean

800px-PHP-n_logo PNG

Vedi Wiki per un piccolo inciso sugli operatori booleani (|| e &&) e la differenza con gli operatori “bit a bit” o bitwise (| e &).

Mortara Instruments Europe Mirthconnect course 2015

mortara_logo

Il 20 e 21 ottobre scorso ho tenuto un corso base per l’utilizzo di Mirthconnect come middleware per la comunicazione tra piattaforme eterogenee, tramite scambio di messaggi XML, HL7, testo semplice e altro.

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Il corso, organizzato dal Servizio Supporto Vendite Estero di Mortara Instruments Europe (con sede a Casalecchio di Reno, Bologna), ha visto una ventina di partecipanti tecnici, ingegneri e responsabili vendite provenienti da tutto il mondo (Inghilterra, Portogallo, Romania, Spagna e Nuova Zelanda) e ha riguardato l’architettura complessiva del middleware e la sua gestione e programmazione, terminando con esempi di applicazione a semplici task di loro immediata necessità.

 

La Notte Europea dei Ricercatori 2015

Quest’anno passerò anch’io la Notte Europea dei Ricercatori assieme al gruppo di Comunicazioni Quantistiche del DEI (Dipartimento dell’Ingegneria dell’Informazione di vai Gradenigo) di Padova, guidato dal prof. Paolo Villoresi.

All’interno del cortile di Palazzo del Bo ci troverete nello stand che illustrerà il lavoro di Space Quantum Communications appena pubblicato su Physics Review Letter, insieme agli esperimenti e ai concetti che stanno alla base del Calcolo e dell’Informazione Quantistica.

notte

Sito web ufficiale: http://www.nottedeiricercatori.it/

Sito web della manifestazione in Padova con il programma completo: http://www.venetonight.it/padova/

 

Oracle e le transazioni

logo-oracle-large

Appunti sul funzionamento delle transazioni in Oracle. Oracle è transaction-oriented; cioè, utilizza le transazioni per assicurare l’integrità dei dati. Una transazione è una serie di una o più istruzioni SQL logicamente correlate, definite dall’utente per eseguire una certa operazione.

On progress.

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New Horizons oggi 14 luglio 2015 “sorvola” Plutone

Attorno alle 13:50 ora italiana il rendez-vouz.

Plutone e caronte confrontati con la Terra

(clicca per ingrandire)

Dopo 9 anni e 5 miliardi di km di viaggio, la sonda New Horizons arriva alle 13:49:57 su Plutone, nel punto più vicino mai raggiunto dall’uomo: circa 10000 km (12.472 km, fonte Wikipedia)! Se giocassimo a bocce sarebbe come dire mandare la boccia a 10 micron dal pallino (1 centesimo di millimetro). Preciso no? Plutone è così lontano che da quando è stato scoperto, deve ancora finire di fare un’orbita completa intorno al Sole.

La sonda prenderà immagini anche del suo satellite Caronte, le cui dimensioni sono confrontabili con quelle del pianeta, venendo a costituire un interessante sistema a due corpi in orbita attorno al sole in un piano inclinato rispetto all’eclittica.

Per questa ragione, per il fatto che probabilmente è stato catturato solo dopo la formazione del sistema solare, nel 2006 Plutone è stato declassato dal rango di pianeta del sistema solare a quello di pianeta nano.

Misuratore di polveri cosmiche.

La sonda New Horizons è equipaggiata, tra le altre cose, da un misuratore di polveri cosmiche raccolte durante tutto il tragitto, progettato e realizzato da degli studenti.  Nel sito della NASA non ho trovato notizie su quali fossero gli studenti e da che scuola/università provenissero.

nh-payload

 

(clicca per ingrandire)

[Fonte e immagini: http://www.nasa.gov]