Groovy on Grails

Groovy on Grails

Il framework MVC Groovy on Grails si ispira anche onomatopeicamente a Ruby on Rails ed è la composizione di un linguaggio di programmazione per JVM (Groovy) su un framework MVC opzionalmente corredato da Spring (per il controllo della sicurezza) e Hibernate (lo strato ORM verso il database) che è Grails.

Groovy on Grails

Il linguaggio di programmazione è Groovy che però è molto simile a Java, avendo poi rispetto questo una serie di “ammorbidimenti” (vedi l’articolo Programmare in Groovy).

Groovy on Grails

Grails è un framework MVC che può essere associato a Spring per il controllo degli accessi e Hibernate come ORM. È un framework Open Source full-stack per applicazioni web basate su JVM. Adotta Apache Groovy come linguaggio di programmazione e il paradigma “meglio convenzione che configurazione” per consentire un’esperienza di programmazione estremamente produttiva e “aerodinamica”.

Ho scritto alcune guide come Creare un progetto Grails da linea di comando oppure con l’utilizzo della IDE Intellj IDEA di JetBrains. Uso la versione Ultimate che, tra le altre belle cose, ha che è possibile avere contemporaneamente anche un ambiente di sviluppo PHP attraverso l’attivazione di un plugin. In effetti JetBrains produce anche PHPStorm e quindi PHPStorm= IDEA + PHP Plugin.

Oltre a questo, anche una introduzione a Groovy come linguaggio di programmazione derivato da Java e una sezione di Q&A.

Groovy on Grails Q&A

Indice

  • Problems copying method. Incompatible JVM?
  • casServerUrlPrefix cannot be null
  • Aggancio al CAS non riuscito
  • ERROR pool.ConnectionPool

Vari errori che mi sono capitati

Problems copying method. Incompatible JVM?

Si manifesta quando si vuole eseguire l’applicazione da riga di comando con

$ grails run-app

Ho trovato che il problema è la versione di Spring, avevo la 1.2.0 e in StackOverflow consigliano la 1.2.4:

$ wget https://repo.spring.io/release/org/springframework/springloaded/1.2.4.RELEASE/springloaded-1.2.4.RELEASE.jar -O springloaded-1.2.1.RELEASE.jar

casServerUrlPrefix cannot be null

Devo proteggere la mia applicazione con accesso di login e mi aggancio per questo ad un server CAS. La configurazione che ho fatto (minimale) è di inserire nel file BuildConfig.groovy, nella sezione plugins la riga

compile ":spring-security-cas:2.0.1"

Eseguendo il build:

$ grails s2-quickstart test1 Utente Ruolo Requestmap

SI verifica un errore (e Tomcat non parte)

Exception starting filter CAS Single Sign Out Filter Message: casServerUrlPrefix cannot be null.

Ora la configurazione dei parametri CAS era stata effetuata regolarmente nel file Config.groovy (tutti questi file si trovano nella cartella grails-app/conf del progetto Grails):

environments {
...
    custom {
        grails.plugin.springsecurity.cas.serverUrlPrefix="https://cas.remotesite.com/cas"
        grails.plugin.springsecurity.cas.active = true
        grails.plugin.springsecurity.cas.loginUri = "/login"
        grails.plugin.springsecurity.cas.serverUrlPrefix = "https://cas.remotesite.come/cas"
        grails.plugin.springsecurity.logout.afterLogoutUrl = "https://splashdown.remotesite.com/logout.php"
    }
...
}

E parimenti è stata fatta la configurazione del core di Spring che ometto.

Per farla breve l’errore era una ulteriore configurazione da aggiungere nel file BuildConfig.groovy: nella sezione dependencies

        compile "org.jasig.cas.client:cas-client-core:3.3.3", {
            excludes 'commons-codec', 'commons-logging', 'junit', 'log4j', 'opensaml', 'servlet-api', 'spring-beans',
                    'spring-context', 'spring-core', 'spring-test', 'xmlsec' }

Riferimenti: https://github.com/grails-plugins/grails-spring-security-cas/issues/9

Aggancio al CAS non riuscito

In questa situazione CAS viene invocato richiama l’host di ritorno passando il token di sessione, ma il client lato applicazione lo ignora e fa riferimento ad un suo db locale, un database H2.

L’url del db è scritto in DataSource.groovy ed è jdbc:h2:prodDb

ERROR pool.ConnectionPool

Mancano i driver che vanno aggiunti al file conf/BuildConfig.groovy:

    dependencies {
        // specify dependencies here under either 'build', 'compile', 'runtime', 'test' or 'provided' scopes e.g.
        runtime 'mysql:mysql-connector-java:5.1.27'
        // runtime 'org.postgresql:postgresql:9.3-1100-jdbc41'
        test "org.grails:grails-datastore-test-support:1.0-grails-2.3"
    }

La riga relativa a mysql di default è commentata: decommentarla. Eventualmente aggiungere il parametro di Oracle se invece si usa Oracle: si devono aggiungere i jar di odbc e ora sotto lib

marcob@jsbach[11:35:58]:betablog$ ll lib/
 totale 3140
 drwxrwxr-x  2 marcob marcob    4096 ago 26 18:07 ./
 drwxrwxr-x 15 marcob marcob    4096 ago 26 18:05 ../
 -rw-rw-r--  1 marcob marcob 1555682 ago  5 16:47 ojdbc14.jar
 -rw-rw-r--  1 marcob marcob 1646178 ago  5 16:47 orai18n.jar

Programmare in Groovy

Groovy logo
Groovy logo

Groovy è un linguaggio debolmente tipizzato (consente la definizione implicita delle variabili e l’aritmetica implicita – in cui il tipo del risultato è dato da una serie di regole quando i tipi degli addendi non sono congruenti, come illustrato tra poco) derivato da Java con in più le performance e la flessibilità di un linguaggio di scripting come Python ad esempio. È un derivato del Java con una nuova sintassi tale da renderlo molto familiare ai programmatori Java. Vi posso assicurare che dopo un po’ che lo si usa si ha la sensazione che non sia poi così tanto diverso da PHP.

Le caratteristiche di Groovy risolvono una serie di problematiche di produttività ed eleganza con un buon compromesso sulla tipizzazione.

Essenzialmente è un linguaggio “Java light” che rispetto a Java ha alcuni rilassamenti:

  • Si possono definire i tipi delle variabili “in corsa” senza specificarne il tipo che viene dedotto al momento della compilazione (come avviene anche per PHP 7)
    def pi = 3.14
    e pi sarà un Float
  • La tipizzazione non è rigida come con Java, praticamente scompare la differenza tra classe e tipo primitivo:
    int a=1
    equivale a
    Integer a = 1
  • non sono necessari i ; alla fine dell’istruzione
  • overload degli operatori per gli oggetti. Ad esempio si potrà scrivere indifferentemente l’operatore == tra due int o due Integer, o addirittura tra un int e un Integer:
int a=2            // in Java sarebbe un tipo primitivo
print(a)

Integer b=2        // in Java sarebbe una classe
print(a.equals(b)) // stampa true
print(a==b)        // stampa true

Per testare costrutti Groovy si può utilizzare la consolle che si può far partire da IDE selezionando Tools > Groovy console:

Uso della console per scivere programmi Groovy...
Uso della console per scivere programmi Groovy…

e cliccando sulla freccetta bianca in alto a sinistra si compila ed esegue il programma:

... ed esecuzione su console di programmi Groovy.
… ed esecuzione su console di programmi Groovy.

Tips on Groovy programming

Ci sono alcune pratiche utili che consentono di sviluppare in modo coerente.

Io sono partito da questa esigenza: voglio che ogni modello (o dominio come viene chiamato in Grails) debba possedere uno standard, ad esempio voglio che tutti i modelli siano corredati dai campi ch riportano lo username del creatore dell’oggetto, e i timestamp di creazione e modifica.d

Grails ha il notevole supporto ai template per ogni oggetto del paradigma MVC: dai model, ai controller alle alle view.

Per installare nella propria applicazione i template si ricorre al comando

$ grails install-templates
| Templates installed successfully
$

Questo comando semplicemente copia i template dell’installazione di Grails dentro alla cartella src/templates e si suddivide in quattro cartelle:

  • artifacts che contiene i file Controller.groovy, DomainClass.groovy, Filters.groovy, …
  • scaffolding che contiene le pagine gsp di layout delle views standard
  • testing in cui vengono messi i test di unità
  • war che contiene il package ada esportare per migrazioni ad altre istanze di Tomcat

Questo articolo è solo un abbozzo e deve essere completato.

Risorse utili

Creare un progetto Grails

Da linea di comando (oppure posizionando il puntatore sopra la cartella della IDE “grails-app/domain” e scegliendo New > Grails Domain Class)

$ grails create-domain-class Contact

Grails crea la classe agenda/Contact con un po’ di default, noi la personalizziamo così

package agenda

class Contact {

    static constraints = {
    }

    String nome
    String cognome
    String azienda
    String email
    Date dataNascita

}

Poi creiamo un controller definendo come default lo scaffold (Grails crea views, metodi e orm per eseguire il CRUD di base).

Anche qui possiamo agire da linea di comando oppure, posizionandoci con il mouse sopra grails-app/controllers e scegliendo New > Grails Controller

$ grails create-controller

Anche qui personalizziamo l’artefatto:

package agenda

class ContactController {

    def scaffold = Contact

    def index() { }
}

L’unica personalizzazione è la riga 5 in cui diamo la direttiva del controller di creare metodi e viste per lo scaffold della classe Contact.

Ora si tratta di far girare l’applicazione o cliccando sul pulsantino verde in alto a destra oppure dando il comando

$ grails run-app

e puntare il browser a http://localhost:8080/agenda/

Il bello è che l’applicazione ha già una certa funzionalità di crud, infatti posso già invocare il controller cliccando su agenda.ContactController

Il Controller, a fine salvataggio mi da conferma del salvataggio:

Peccato che però la lista sia vuota

Occorre infatti configurare un supporto dati permanente, come un database. Out-of-the-box Groovy utilizza Hibernate con questa configurazione:

dataSource {
    pooled = true
    jmxExport = true
    driverClassName = "org.h2.Driver"
    username = "sa"
    password = ""
}

// environment specific settings
environments {
    development {
        dataSource {
            dbCreate = "create-drop" // one of 'create', 'create-drop', 'update', 'validate', ''
            url = "jdbc:h2:mem:devDb;MVCC=TRUE;LOCK_TIMEOUT=10000;DB_CLOSE_ON_EXIT=FALSE"
        }
    }
    test {
        dataSource {
            dbCreate = "update"
            url = "jdbc:h2:mem:testDb;MVCC=TRUE;LOCK_TIMEOUT=10000;DB_CLOSE_ON_EXIT=FALSE"
        }
    }
...
}

Ho preso spunto da Mokabyte

Tre modi di creare un’applicazione Groovy on Grails.

Creare nuovi progetti con il framework MVC per il mondo Java Groovy on Grails è un’operazione che può essere svolta in diversi modi:

Creazione da IDE

Ho sperimentato per prima la prima modalità IDE, creando l’applicazione Test1:C

Proficiency in Groovy on Grails
Creare un nuovo progetto con Intelij IDEA

Il wizard richiede di impostare la versione di Grails da utilizzare, la Java Virtual Machine che eseguirà la compilazione e il tipo dell’applicazione (se app o se plugin)

Per questa applicazione uso Java 1.8 come JVM e Grails 2.3.11 per allinearmi con le versioni utilizzate dal Cliente. Alla fine mi viene chiesto il nome dell’applicazione:

Parte il build dell’applicazione utilizzando la versione di Grails 2.3.1 selezionata:

/usr/lib/jvm/jdk1.8.0_111/bin/java -Dgrails.home=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11 -Dtools.jar=/usr/lib/jvm/jdk1.8.0_111/lib/tools.jar -Dgroovy.starter.conf=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/conf/groovy-starter.conf -Dbase.dir=/home/marcob/IdeaProjects/Test1 -Dfile.encoding=UTF-8 -classpath /home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/org.codehaus.groovy/groovy-all/jars/groovy-all-2.1.9.jar:/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/dist/grails-bootstrap-2.3.11.jar org.codehaus.groovy.grails.cli.support.GrailsStarter --main org.codehaus.groovy.grails.cli.GrailsScriptRunner --conf /home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/conf/groovy-starter.conf "idea-print-project-settings -plain-output"

 |Loading Grails 2.3.11
 |Configuring classpath
 .
 |Environment set to development
 ....
 |Installing zip scaffolding-2.0.3.zip…
 ...
 |Installed plugin scaffolding-2.0.3
 ..........

---=== IDEA Grails build settings ===---
 #
 Tue Aug 13 12:12:01 CEST 2019
 grails.work.dir=/home/marcob/.grails/2.3.11
 grails.project.work.dir=target/work
....

Compile.0=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/org.codehaus.groovy/groovy-all/jars/groovy-all-2.1.9.jar
 Compile.1=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/dist/grails-plugin-rest-2.3.11.jar
....

Runtime.0=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/org.codehaus.groovy/groovy-all/jars/groovy-all-2.1.9.jar
 Runtime.1=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/dist/grails-plugin-rest-2.3.11.jar
....

Test.0=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/javax.servlet/javax.servlet-api/jars/javax.servlet-api-3.0.1.jar
 Test.1=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/org.codehaus.groovy/groovy-all/jars/groovy-all-2.1.9.jar
....

Provided.0=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/javax.servlet/javax.servlet-api/jars/javax.servlet-api-3.0.1.jar
 Build.0=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/lib/xalan/serializer/jars/serializer-2.7.1.jar
 Build.1=/home/marcob/.sdkman/candidates/grails/2.3.11/dist/grails-bootstrap-2.3.11.jar
....

---=== End IDEA Grails build settings ===---

Ometto per comodità la maggior parte del log che non presenta messaggi d’errore.

Alla fine l’applicazione è creata e viene popolato l’albero dei file all’interno della directory

~/IdeaProjects/Test1

Creazione dal sito di Grails

Si accede a https://start.grails.org

Si seleziona innanzitutto il tipo di progetto: Applicazione o plugin: la stessa possibilità c’è nella IDE ma per iniziare partiamo dalle Applicazioni.

Si sceglie il nome dell’applicazione e la versione di Grails: purtropppo le versioni selezionabili non sono vecchie come quelle che usa il mio Cliente quindi scelgo la 3.2.13 (che ho anche a bordo della mia macchina):

marcob@jsbach[12:32:28]:IdeaProjects$ sdk list grails
 Available Grails Versions
 4.0.0               3.1.15              3.0.2               2.2.2          
  4.0.0.RC2           3.1.14              3.0.1               2.2.1          
  4.0.0.RC1           3.1.13              3.0.0               2.2.0          
  4.0.0.M2            3.1.12              2.5.6             * 2.1.5          
  4.0.0.M1            3.1.11              2.5.5               2.1.4          
  3.3.10              3.1.10              2.5.4               2.1.3          
  3.3.9               3.1.9               2.5.3               2.1.2          
  3.3.8               3.1.8               2.5.2               2.1.1          
  3.3.7               3.1.7               2.5.1               2.1.0          
  3.3.6               3.1.6               2.5.0               2.0.4          
  3.3.5               3.1.5               2.4.5               2.0.3          
  3.3.4               3.1.4               2.4.4               2.0.2          
  3.3.3               3.1.3               2.4.3               2.0.1          
  3.3.2               3.1.2               2.4.2               2.0.0          
  3.3.1               3.1.1               2.4.1               1.3.9          
  3.3.0               3.1.0               2.4.0               1.3.8           
>*3.2.13              3.0.17            * 2.3.11              1.3.7          
  3.2.12              3.0.16              2.3.10              1.3.6          
  3.2.11              3.0.15              2.3.9               1.3.5          
  3.2.10              3.0.14              2.3.8               1.3.4          
  3.2.9               3.0.13              2.3.7               1.3.3          
  3.2.8               3.0.12              2.3.6               1.3.2          
  3.2.7               3.0.11              2.3.5               1.3.1          
  3.2.6               3.0.10              2.3.4               1.3.0          
  3.2.5               3.0.9               2.3.3               1.2.5          
  3.2.4               3.0.8               2.3.2               1.2.4          
  3.2.3               3.0.7               2.3.1               1.2.3          
  3.2.2               3.0.6               2.3.0               1.2.2          
  3.2.1               3.0.5               2.2.5               1.2.1          
  3.2.0               3.0.4               2.2.4               1.2.0          
  3.1.16              3.0.3             * 2.2.3                                  =======================================================================
 - local version
 - installed 
   - currently in use 

Come si vede, ho installato le versioni 2.1.5, 2.2.3, 2.3.11, 3.2.13 e quest’ultima è quella preselezionata nella sessione di shell in cui ho lanciato il comando

Tra le features, lascio le scelte standard: Hibernate5 in particolare è lo strato software che permette di astrarre dal livello database (ORM, Object Relationship Mapping).

Premendo il pulsante Generate viene scaricato il package myapp.zip:

Lo scarico e unzippo dentro a ~/IdeaProjects/Test1. Dopo di che lo apro con la IDE e questa si deve riscaricare tutti i package dipendenti, ad esempio Gradle (che è il tool per fare il build della applicazione che manca nel file zip)

Download https://services.gradle.org/distributions/gradle-3.4.1-bin.zip (70,31 MB)
 Download https://services.gradle.org/distributions/gradle-3.4.1-bin.zip finished succeeded, took 57 s 539 ms
 Gradle Daemon started in 840 ms
 Download https://repo.grails.org/grails/core/org/grails/grails-gradle-plugin/3.2.13/grails-gradle-plugin-3.2.13.pom
...

Creazione da linea di comando

L’ultimo modo per creare l’applicazione è da linea di comando. Essa assomiglia molto alla modalità php artisan per creare le applicazioni in PHP/Laravel. Innanzitutto si scarica SDKMan:

Installazione di SDKMan

$ curl -s "https://get.sdkman.io" | bash

Installazione di Grails

$ sdk install grails 4.0.1

Verifico:

$ grails --version

| Grails Version: 4.0.1
| JVM Version: 1.8.0_77

Creare l’applicazione

$ grails create-app it.betaingegneria.apps.myApp

Dopo di che si può sviluppare con l’IDE che si vuole.

Build and Go!

Una volta terminata la fase di startup dell’applicazione è il momento di programmare e costruire l’applicazione vera e propria. Ma a questo punto siamo già davanti ad una applicazione di base funzionante. Usiamo gradle (come artisan) e facciamo il build aprendo un terminale da dentro la directory del progetto

marcob@jsbach[16:12:15]:myapp$ ./gradlew bootRun
 Starting a Gradle Daemon (subsequent builds will be faster)
 :compileJava NO-SOURCE
 :compileGroovy
 :buildProperties
 :processResources
 :classes
 :findMainClass
 :bootRun
 Grails application running at http://localhost:8080 in environment: development
   Building 85% > :bootRun 

Quando lo script ha raggiunto la fase “running”, puntare il browser all’indirizzo http://localhost:8080

Proficency in Groovy on Grails: come si presenta l'applicazione Groovy on Grails una volta avviata
Come si presenta l’applicazione Groovy on Grails una volta avviata

Attenzione! c’è un comando in più da dare: prima di avviare il build, rendere eseguibile lo script gradlew:

marcob@jsbach[16:11:48]:myapp$ chmod a+x gradlew

Importazione in Intellij IDEA

Gradle Daemon started in 1 s 722 ms
 CONFIGURE SUCCESSFUL
 Total time: 10.864 secs
 Manifest.writeTo(Writer) has been deprecated and is scheduled to be removed in Gradle 4.0. Please use Manifest.writeTo(Object) instead.

Guida di stile

Indice

Pillole Linux: il comando wget

wget: comando per scaricare pagine web
wget: comando per scaricare pagine web

wget è un programma Linux che effettua il download di una risorsa web agendo allo stesso modo dei crawlers dei motori di ricerca e la deposita in un file in locale nel computer in cui si è lanciato il comando.

Digitando

$ wget https://www.mysite.org

scarico in locale la pagina indice:

marcob@jsbach:mysite$ ll
 totale 20
 drwxr-xr-x 2 marcob marcob  4096 ago  7 15:01 ./
 drwxr-xr-x 4 marcob marcob  4096 ago  7 15:00 ../
 -rw-r--r-- 1 marcob marcob 11395 ago  7 15:01 index.html

Se c’è una gerarchia di directory posso scaricare anche quella, cioè scaricare tutti i file le directory e le sottodirectory, con l’opzione -r (recursive) e specificando il numero di livelli di gerarchia a cui voglio scendere al massimo; per esempio se voglio fermarmi al terzo:

$ wget -r -l3 https://www.mysite.org

Spesso però i siti vengono impostati in modo da bloccare questo tipo di download massivo, ma wget è molto potente: possiamo inviare nella richiesta anche degli header HTTP personalizzati con l’opzione ‐‐header, ad esempio fingendoci un browser vero:

$ wget -r -l3 --no-parent --header="Accept: text/html" --user-agent="Mozilla/5.0 (Macintosh; Intel Mac OS X 10.8; rv:21.0) Gecko/20100101 Firefox/21.0" https://www.mysite.org

Tuttavia il web server può sempre bloccare lo user agent quando il numero di pagine richieste al secondo è troppo elevata. Con queste opzioni ci presentiamo al server come se fossimo un browser Firefox per sistema operativo Mac OS X. Inoltre specificando ‐‐no-parent evitiamo di fare il download anche delle eventuali cartelle soprastanti quella di cui vogliamo fare il download.

Come ultimo esempio, potendo inviare header HTTP a piacere, possiamo inviare l’header di autenticazione per siti protetti con autenticazione. Ovviamente dobbiamo avere un account in quel sito e possiamo evitare di mandare in chiaro la password in http utilizzando l’opzione ‐‐ask-password:

$ wget -r -l10 --no-parent --user=myuser --ask-password --header="Accept: text/html" --user-agent="Mozilla/5.0 (Macintosh; Intel Mac OS X 10.8; rv:21.0) Gecko/20100101 Firefox/21.0" http://www.mysite.org

Risorse web

Pillole Oracle: altro esempio con WITH

Un utilizzo un po’ meno banale di quello illustrato nel primo post sulla clausola WITH è quello che alla fine ho utilizzato per riuscire in un task del genere:

Come faccio a produrre un recordset contente le date di una settimana da domenica a sabato dato che sia un giorno qualsiasi della settimana che si vuole estrarre?

Utilizzando la clausola WITH possiamo costruirci una tabella temporanea arr_dates con un’unica colonna arr_date:

Oracle: Esempio di uso della clausola WITH
Oracle: Esempio di uso della clausola WITH

Ora questo costrutto ha una sua complessità. Partiamo individuando i blocchi:

  • la clausola WITH definisce un recordset temporaneo arr_dates
  • contente il campo arr_date
  • il recordset è definito come segue: seleziona (riga 2) il sabato successivo (+5) al parametro data (:1)
  • union all
  • seleziono (riga 4) il giorno precedente (-1) dal recordset definito sopra con la condizione che la data deve essere maggiore della data di inizio della settimana della data parametro (:1); questa condizione è soddisfatta da tutti i giorni dall’inizio della settimana di partenza alla domenica successiva.
  • alla fine (riga 9) c’è una semplice selezione sull’oggetto appena costruito

Quindi l’effetto è quello di selezionare 7 “record” centrati attorno al giorno :1. Ad esempio se prendiamo come parametro il 2 luglio 2019 ho

Stesso recordset se come parametro scegliamo il 5 luglio 2019. Se invece scegliamo come “centro” il 10 luglio 2019:

Alla fine possiamo calcolare questi recordset inglobando il tutto in una function ma lo vediamo nel prossimo post.

Link utili

Oracle Base

Oracle WITH: uso della clausola

Uso della clausola Oracle with
Uso della clausola Oracle with

Oracle with: questa clausola, introdotta a partire dalla versione Oracle 9.2, consente di eseguire una query in una tabella utilizzando come parametro il risultato di un’altra query.

Come esempio immaginiamo di avere una tabella di rilievi di temperature e voler selezionare i record in cui i valori sono superiori alla media.

create table temperature(
  id number(10),
  valore number(10,2),
  data_rilievo timestamp
);

Aggiungiamo un po’ di dati:

IDVALORETIMESTAMP
124,301-LUG-19 10:26:15,820000000
228,202-LUG-19 10:26:43,310000000
334,803-LUG-19 10:26:57,810000000
428,704-LUG-19 10:27:15,819000000
532,505-LUG-19 10:27:30,714000000

Una possibile soluzione per questo problema è la query seguente:

select valore from temperature
where valore > (
  select avg(valore) from temperature
)

che da’ il seguente recordset

VALORE
34,8
32,5

Con la clausola WITH costruiamo una tabella temporanea con una sola colonna e una sola riga che contiene il valore medio. Potremo successivamente riferirci al valore contenuto in questo recordset per ritornare il recordset ottenuto con la query standard di prima:

WITH tmpTemperature (tmpMedia) as
    (SELECT avg(valore) FROM Temperature)

SELECT valore
FROM Temperature, tmpTemperature
WHERE Temperature.valore > tmpTemperature.tmpMedia;

In sostanza si tratta di definire l’oggetto temporaneo che è un recordset con una riga e una colonna; poi si esegue la query sulla tabella delle temperature utilizzando la tabella temporanea definita in virtù della clausola WITH.

Il recordset ritornato è identico a quello di prima:

VALORE
34,8
32,5

Quindi fondamentalmente la sintassi della clausola WITH è

WITH tabellaTemporanea (parametro) AS
    (select di calcolo del parametro)

SELECT * 
FROM tabella1, tabella2, ..., tabellaTemporanea 
WHERE 
    ... condizione su tabellaTemporanea.parametro...
;

Risorse esterne per Oracle WITH

Oracle Base

Wireshark: come viaggiano in rete i file binari trasmessi con HTTP?

wireshark logo
wireshark logo

Ho scritto una semplice pagina web che invia un file (ho scelto una immagine PNG piccolina) al mio localhost. L’HTML di questa pagina è il seguente

 <form action="upload.php" 
      enctype="multipart/form-data" 
       method="post">
      <input type="file" name="file">
      <input type="submit">
 </form>

Catturando con Wireshark il traffico HTTP rilevo:

Questo è quello che si osserva una volta che si preme il pulsante Invia del modulino, dopo aver selezionato l’immagine. In particolare, di tutto il messaggio HTTP che viene compilato dal browser ho qui riportato l’inizio della parte contenente l’immagine, che è l’informazione binaria che vogliamo capire come viaggia in rete.

In particolare possiamo notare, leggendo la colonna centrale del dump riportato da Wireshark, che in HTTP non passa solo testo ma anche informazioni puramente binarie. I singoli bytes sono a volte superiori a 7F (=011111112) – e i caratteri codificati in ASCII standard sono a 7 bit – per cui si tratta di bytes a 8 bit (con il bit più significativo a 1) e non 7 (cioè con il bit più significativo a 0). Non c’è inoltre alcuna applicazione di una codifica base64 ai bytes che compongono il messaggio.

Da Internet la RFC-2388 recita:

 4.3 Encoding

  While the HTTP protocol can transport arbitrary binary data, the
  default for mail transport is the 7BIT encoding.  The value supplied
  for a part may need to be encoded and the "content-transfer-encoding"
  header supplied if the value does not conform to the default
  encoding.      

Quindi, a imitazione del protocollo SMTP, si potrebbe codificare il file (che nella mail è l’allegato) utilizzando la codifica base64, ma in questo caso la codifica adottata è 8 bit. La scelta della codifica è ampia, come si desume dalla grammatica di encoding riportata nella rfc-1521:

        encoding := "Content-Transfer-Encoding" ":" mechanism

           mechanism :=     "7bit"  ;  case-insensitive
                          / "quoted-printable"
                          / "base64"
                          / "8bit"
                          / "binary"
                          / x-token 

In sintesi: il browser costruisce un file che contiene tutte le parti (multipart) contenute nei campi della form (multipart/form-data in questo caso solo due, l’immagine ed il pulsante di invio); in questo file tutto ciò che è testo rimane testo e ciò che è binario rimane binario; ogni elemento del form è separato dagli altri da un delimitatore (lo potete notare all’inizio della colonna di destra nell’immagine della cattura Wireshark):

——WebKitFormBoundaryXxWGBqDWd6OsDPE2

(per questo il tipo di encoding, o enctype, utilizzato dal browser è il multipart/form-data)

Le informazioni di intestazione che precedono il messaggio HTTP sono

POST /test/upload.php HTTP/1.1
 Host: js
 Connection: keep-alive
 Content-Length: 3840
 Cache-Control: max-age=0
 Origin: http://js
 Upgrade-Insecure-Requests: 1
 DNT: 1
 Content-Type: multipart/form-data; boundary=----WebKitFormBoundaryXxWGBqDWd6OsDPE2
 User-Agent: Mozilla/5.0 (X11; Linux x86_64) AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko) Chrome/72.0.3626.28 Safari/537.36
 Accept: text/html,application/xhtml+xml,application/xml;q=0.9,image/webp,image/apng,/;q=0.8
 Referer: http://js/test/post.php
 Accept-Encoding: gzip, deflate
 Accept-Language: it-IT,it;q=0.9,en-US;q=0.8,en;q=0.7,fr;q=0.6,la;q=0.5

Sul significato di tutti questi parametri a breve faccio un altro post.

Nota bene: per poter fare un’analisi simile con Wireshark dobbiamo mantenere in chiaro la trasmissione (non usare HTTPS)

CentOS + nginx web server: Problema failed (13: Permission denied)

nginx web server logo
nginx logo
CentOS logo
CentOS logo

Un fastidioso errore 404 mi risultava dalla visita di uno dei miei siti (che utilizzano come http server nginx su sistema operativo CentOS), e mi sembrava che l’attribuzione dei permessi fosse corretta.

L’errore HTTP 404 viene emesso dal server web quando non trova nel file system la risorsa (file o cartella) corrispondente all’URI che gli viene passato dal client (ad esempio Google Chrome o Firefox): il famoso errore di Pagina non trovata.

Questo errore si verifica anche se il file c’è ma si verifica una di queste condizioni:

  • l’utente sotto il quale sta girando il server non ha permessi di lettura sul file desiderato né come utente né come gruppo
  • non ha la possibilità di raggiungere quella risorsa percorrendo il grafo della directory da / al file desiderato

In realtà basta infatti che una directory della catena di “cd command” (change directory) che il servizio web deve fare non sia leggibile e si verifica l’errore. Il modo più efficiente di vedere lo stato di tutta la gerarchia di directory è utilizzare il comando namei:

namei - follow a pathname until a terminal point is found
[root@websrv01 site]# namei -om /usr/share/nginx/html/
f: /usr/share/nginx/html/
 dr-xr-xr-x root     root       /
 drwxr-xr-x root     root       usr
 drwxr-xr-x root     root       share
 drwxr-xr-x root     root       nginx
 drw-rwSr-- www-data developers html

Qui è evidente il problema: tutta la catena di directory ha l’opzione x (eXecute) tranne la directory contenente la DocRoot del web server (la directory html) ragion per cui è sufficiente aggiungere questo permesso:

[root@websrv01 site]# chmod a+x /usr/share/nginx/html/
[root@websrv01 site]# namei -om /usr/share/nginx/html/
f: /usr/share/nginx/html/
 dr-xr-xr-x root      root       /
 drwxr-xr-x root      root       usr
 drwxr-xr-x root      root       share
 drwxr-xr-x root      root       nginx
 drwxrwsr-x www-data  developers html
[root@websrv01 site]# 

Il problema è risolto.

Un commento a latere dell’utilizzo del web server

Dare a root la directory pubblica del web server non è una buona prassi.

Dare indistintamente permessi di esecuzione al web server in una directory di root non è a maggior ragione una buona prassi.

Le cartelle sotto il dominio del web server vanno assegnate ad un utente specifico e a questo va dato il permesso di x.