Devo integrare nella ricerca OpenSearch, effettuata da Liferay, Alfresco e MediaWiki.
Un howto: http://ow.ly/5oFFx
Giu 23
Devo integrare nella ricerca OpenSearch, effettuata da Liferay, Alfresco e MediaWiki.
Un howto: http://ow.ly/5oFFx
Giu 22
Ho installato in locale, in jsbach, MediaWiki per gestire la mia knowledge base, sempre molto limitata ma ciononostante, incredibilmente, fuori controllo.
Una cosa che subito ho fatto, a causa della mia passione per la Matematica, è l’installazione del modulo che permette di scrivere espressioni matematiche all’interno del Wiki utilizzando il potentissimo e caro vecchio LateX.
In breve:
Fare riferimento a questa pagina qui: Manuale Mediawiki
Giu 20
Sto lavorando all’integrazione tra due enti pubblici per la notifica punto – punto di avvio di una procedura. Qui di seguito riassumo un how to che mi è servito a configurare Apache e Mirth in modo tale che quest’ultimo, girando in locale, scriva i risultati di una interrogazione del database su un end-point pubblico.
Il problema che risolve è: raggiungere l’end-point con il protocollo HTTPS quando, nella versione Open, Mirth ha soltanto un canale di scrittura su HTTP.
Realizzo questo funzionamento usando i reverse Proxy di Apache.
Apache può essere configurato sia in modalità proxy diretta (o in avanti) che inversa (o all’indietro). Per leggere l’articolo completo, fare riferimento al sito Apache.
Un proxy diretto (ordinario, o in avanti) è un server intermedio che si trova tra il client e il server di origine. Al fine di ottenere contenuti dal server di origine, il client invia una richiesta al proxy server usando la denominazione di origine come obiettivo e il proxy richiede poi il contenuto dal server di origine e lo restituisce al client. Il client deve essere appositamente configurato per utilizzare il proxy in avanti per accedere ad altri siti.
Un utilizzo tipico di un proxy in avanti è quello di fornire accesso a Internet a client interni che altrimenti sarebbero individualmente bloccati da un firewall.
Il proxy in avanti può anche utilizzare la cache (grazie al modulo aggiuntivo di Apache mod_cache) per ridurre l’utilizzo della rete. Il proxy in avanti si attiva usando la direttiva ProxyRequests. Poiché i proxy diretti consentono ai client di accedere a siti arbitrari sul server nascondendo la loro vera origine[1], è essenziale che voi assicuriate il vostro server in modo che solo i client autorizzati possano accedere al proxy prima di effettuare un proxy in avanti.
Un reverse proxy, al contrario, appare al client come un web server normale. Nessuna configurazione speciale è necessaria sul client. Il client effettua richieste ordinarie per i contenuti in spazio-nomi del reverse proxy. Il reverse proxy decide dove inviare tali richieste, e restituisce il contenuto come se fosse l’origine. Un utilizzo tipico di un proxy inverso è quello di fornire accesso a Internet agli utenti di un server che si trova dietro un firewall.
Un reverse proxy può essere utilizzato anche per bilanciare il carico tra più server back-end, o per fornire la cache per un server di back-end più lento.
Gli esempi che seguono rappresentano solo l’idea di fondo per aiutarvi a partire. Leggete la documentazione per le singole direttive. Inoltre, se volete usare la cache, consultate la documentazione di mod_cache.
ProxyRequests On ProxyVia On Order deny,allow Deny from all Allow from internal.example.com
ProxyRequests Off Order deny,allow Allow from all ProxyPass /foo http://foo.example.com/bar ProxyPassReverse /foo http://foo.example.com/bar
Ho abilitato i moduli per il ReverseProxy; per fare ciò si aggiunge ai mods-enabled i moduli che si desiderano:
root@jsbach:/etc/apache2# cd mods-enabled/ root@jsbach:/etc/apache2/mods-enabled# ln -s ../mods-available/proxy.conf . root@jsbach:/etc/apache2/mods-enabled# ln -s ../mods-available/proxy.load .
Ora, avevo la possibilità di intervenire nel file proxy.load per configurare, ma l’ho fatto in conf.d; infatti, in /etc/apache2/apache2.conf c’è la riga:
# Include generic snippets of statements Include conf.d/
che include nel file di configurazione tutti i file sotto conf.d. Io ho creato un file rproxy.conf:
# prova reverse proxy Order deny,allow Allow from all ProxyPass /inps https://blabla.it/TCW/services/InvioCertificato ProxyPassReverse /inps https://blabla.it/TCW/services/InvioCertificato
Occorre riavviare Apache:
# apache2ctl configtest Syntax OK # apache2ctl restart
Richiamando la pagina http://jsbach/inps ho Errore 500. Nel file /var/log/apache2/error.log si legge
[Mon Jun 20 16:53:39 2011] [warn] proxy: No protocol handler was valid for the URL /inps. If you are using a DSO version of mod_proxy, make sure the proxy submodules are included in the configuration using LoadModule.
Non c’è un protocollo disponibile per trattare la richiesta. In effetti, Apache deve reindirizzare la richiesta verso una connessione HTTPS. A questo punto è sufficiente abilitare il motore SSL; quindi, riassumendo, il file di configurazione è il seguente:
# prova reverse proxy Order deny,allow Allow from all SSLProxyEngine On ProxyPass /inps https://blabla.it/TCW/services/InvioCertificato ProxyPassReverse /inps https://blabla.it/TCW/services/InvioCertificato
Il risultato è illustrato in figura:
Giu 16
Ho avuto un problema nell’avvio di Mirth (www.mirthcorp.com) versione 1.8, che è lo stesso documentato qui.
Per risolverlo, aprire (sono sempre sulla mia Ubuntu 10.04) Sistema > Preferenze > Sun Java 6 Policy Tool
Selezionare Impostazioni di rete > Connessione diretta come illustrato:
Dopodiché puntare il browser a http://localhost:8080/, Cliccare sul pulsante ed autenticarsi. Tutto OK.
Per Windows compiere le stesse operazioni sulla Consolle Java 6.
Nota: l’installazione non ha nemmeno inizio se si usa OpenJDK anziché SunJDK.
Giu 06
Solo un paio di annotazioni nel diario.
Un’interessante cartone animato per illustrare il dualismo à la De Broglie delle particelle quantistiche: http://www.youtube.com/watch?v=JiRg6gC1WhM
Sto guardando due cose in questo periodo:
Mag 27
Da qualche giorno chi usa Skype, come me, si sarà imbattuto in un fastidioso crash del client all’avvio.
Riporto qui i passi fondamentali per rimediare, come indicati da Skype:
appdata\skype e cancellare il file shared.xml. Riavviare Skype.Ho provato io stesso (l’opzione Linux) e Skype si è riavviato correttamente.
Fonte: (Giacomo Dotta) Webnews
Mag 25
Dovevo usare questa libreria per eseguire un logout da remoto.
la libreria http ha l’utile funzione http_get() che faceva al caso mio, ma non avevo la libreria installata nel server. Da qui l’errore:
Fatal error: Call to undefined function http_get()
Passaggi da compiere per una distro Ubuntu 10.04 come root:
# apt-get install libcurl3-openssl-dev # pecl install pecl_http
Output utile:
... Build complete. Don't forget to run 'make test'. ... install ok: channel://pecl.php.net/pecl_http-1.7.1 configuration option "php_ini" is not set to php.ini location You should add "extension=http.so" to php.ini
Aggiungere, come suggerito, la riga extension=http.so al file php.ini.
Alla fine riavviare il servizio Apache:
# service apache2 restart
Per controllare che le esenzioni siano caricate, creare una pagina info.php contenente
<?php phpinfo(); ?>
puntare su di essa il browser e controllare che ci sia CURL e HTTP.
Mag 18
Dal The New York Times di oggi, mecoledì 18 maggio 2011
I sistemi di sfogo che, i funzionari americani hanno detto, impedirebbero devastanti
esplosioni in impianti nucleari negli Stati Uniti, sono stati messi
alla prova in Giappone e non hanno funzionato.
La cosa che mi fa maggiormente pensare è riassunta qui:
American officials had said early on that reactors in the United States would be safe from such disasters because they were equipped with new, stronger venting systems. But Tokyo Electric Power Company, which runs the plant, now says that Fukushima Daiichi had installed the same vents years ago.
Mag 13
Ancora un’altra sigla…
(Traggo da http://it.toolbox.com/wiki/index.php/JCAPS)
JCAPS (Java Composite Application Platform Suite) è una suite di integrazione di applicazioni di Sun Microsystem che fornisce una piattaforma unificata, completa e basata su standard per sviluppare, installare, gestire e controllare una SOA (Architettura Orientata ai Servizi).
L’adozione di una suite unificata e completa facilita l’azienda nell’integrazione di applicazioni frutto di investimenti esistenti, nonché nella fornitura di nuovi servizi con un minore costo totale di realizzazione e gestione.
JCAPS consente all’azienda di costruire un’architettura di business flessibile in grado di rispondere alle iniziative che nascono dalla propria attività in modo tempestivo, razionalizzando e semplificando la gestione dei processi aziendali.
JCAPS offre una visione integrata dei dati attraverso i sistemi, integrando i dati dei clienti per creare un’unica e comune vista sui dati che si collega ai sistemi di back-end ed estende il campo di applicazione dagli archivi fisici a punti di presenza online.
In tutte le aziende in cui lavoro come consulente ci sono decine di progetti che richiedono ad applicativi di scambiarsi dati, cioè di realizzare una cooperazione o integrazione applicativa che sia un sollievo all’attività manuale di prendere i dati da una applicazione e inviarli ad un’altra. È per questo motivo che si integrano le applicazioni. Ovviamente ognuno all’inizio sviluppava un po’ come gli pareva la struttura dei dati ed il modo di comunicarli con gli operatori (maschere personalizzate per l’input, report personalizzati per l’output).
Con l’avvento di XML e dei web service si è cominciato ad automatizzare lo scambio dati tra applicazioni anche situate in posti geograficamente distanti ma collegate tra loro attraverso internet e, in particolare, che fanno uso del protocollo HTTP.
Molti web service li ho sviluppati lavorando come il sarto, su misura: tu mi dici di che dati hai bisogno e io mi preoccupo di andarli a prendere dove sono e restituirteli nel modo che vuoi tu.
JCAPS consente di fare queste cose in modo standard.
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