
Mar 14
Simon Van Der Meer
Il 4 marzo scorso è scomparso Simon Van Der Meer, ingegnere tra le personalità più importanti nella storia del CERN di Ginevra.
Aveva vinto il premio Nobel 1984 assieme a Carlo Rubbia per gli esperimenti che avevano confermato l’esistenza delle particelle Z e W, i bosoni dell’interazione debole, e credo sia l’unico ingegnere ad essere stato insignito con un premio così importante nell’ambito della Fisica. Il suo contributo alla scoperta fu l’invenzione e la realizzazione del raffreddamento stocastico applicato all’acceleratore SPS (Super Proton Synchrotron), un metodo per stabilizzare i fasci di protoni e antiprotoni.
Il CERN gli ha dedicato un elogio nel sito istituzionale.
Nel sito http://nobelprize.org si trovano la lezione di Van Der Meer sul raffreddamento stocastico e la sua autobiografia.
Mar 10
Energie rinnovabili
È un tema che mi sta a cuore da qualche anno, ho anche frequentato un corso di progettazione di impianti fotovoltaici nel 2008 a Padova, al Collegio degli Ingegneri.
Il decreto firmato dal Presidente della Repubblica il 7 marzo sembra mettere in crisi il settore. Il Governo giura di no, ma gli addetti al settore invece dicono che è vero.
Ho cercato di farmi un’idea autonomamente, leggendomi sia la direttiva 2009/28/CE (che il decreto recepisce), che il decreto legge. Ammetto di fare un po’ di fatica a districarmi nel ginepraio di titoli, articoli, commi riferimenti incrociati (suggerimento al parlamento: PERCHÉ NON SCRIVETE LE LEGGI IN HTML COSÌ SI PUÒ LEGGERE UN RIFERIMENTO CLICCANDOCI SOPRA?), per cui ho cercato qualche aiuto. Nel sito del Sole 24 ore ci sono alcuni articoli, come questo, che evidenziano i punti salienti.
Si intitola: Meno incentivi sul fotovoltaico.
E’ di parte? Credo di poter dire di no: il quotidiano è l’organo della Confindustria che ha subito definito buono il decreto. Ma mi pare di capire che le cose non siano, però, così buone.
Può essere utile approfondire, ma l’impressione non è positiva.
Mar 07
Umask e sticky bit
Veloce incursione nel mondo Linux/Unix.
umask = 777 – diritti di lettura / scrittura (in ottale)
il valore umask è il complemento a 128 dei permessi di scrittura. Ci dice quali permessi vogliamo negare sul file più che concedere.
Ad esempio se una directory è leggibile / scrivibile / eseguibile dal proprietario e solo leggibile/eseguibile dalresto del mondo (il gruppo e tutti gli altri), si ha:
- proprietario = 111 = 7
- gruppo = 101 = 5
- altri = 101 = 5
per cui umask = 777 – 755 = 022 (ottale)
Se anche il gruppo dovesse poter scrivere, si deve impostare la directory con
chmod 775 /path/to/dir
ossia umask = 777 – 775 = 002.
umask è un comando Unix che altera permanentemente i diritti di accesso ai file / directory creati dopo il comando per quella shell. Esempio:
marcob@jsbach:~$ umask 022 marcob@jsbach:~$ touch nuovo marcob@jsbach:~$ ll nuovo -rw-r--r-- 1 marcob marcob 0 2011-03-07 15:28 nuovo marcob@jsbach:~$ umask 002 marcob@jsbach:~$ touch nuovo1 marcob@jsbach:~$ ll nuovo* -rw-r--r-- 1 marcob marcob 0 2011-03-07 15:28 nuovo -rw-rw-r-- 1 marcob marcob 0 2011-03-07 15:28 nuovo1
Ma cosa vuol dire:
drwxrwxrwt 15 root root 4096 2011-03-07 14:55 tmp/
cioè cosa significa la t?
Significa che per la directory /tmp/ è stato impostato lo sticky bit (bit adesivo) che fa in modo che nella directory tutti possano scrivere ma solo i proprietari dei file possano rinominarli o cancellarli.
Per i file: il kernel, quando carica nella swap area un file eseguibile, non lo rimuove (lo incolla letteralmente alla swap area) nemmeno quando ha terminato l’esecuzione. Questo, soprattutto alle origini, per fare in modo che i programmi più frequentemente usati dall’utente rimanessero in memoria per avviarli più rapidamente.
Feb 17
Sull’uso di tablespaces separati per dati e indici
Mi sono imbattuto in questo interessantissimo botta e risposta nel sito dell’Oracle.
La domanda è: sarà più performante il database nelle operazioni di lettura e scrittura (e magari anche per i backup) se mettiamo tabelle e indici in tablespace separati?
I DBA con cui lavoro spesso adottano questo espediente per avere prestazioni migliori, ma alla Oracle stessa non ritengono così certa questa convinzione, che, a quanto pare, risulta molto diffusa. La separazione può essere utile, ma non per le ragioni per cui di solito viene adottata.
Leggetevi la discussione in questo interessante forum: Ask Tom Oracle … almeno fino ad un certo punto rimane lucida; poi, come capita spesso nei forum, si va a farfalle.
Feb 16
“Howto” per l’installazione di un sistema LAOP (Linux Apache Oracle PHP)
Ho avuto la necessità di realizzarmi un ambiente di sviluppo basato su Linux, Apache e PHP ma con il vincolo di adottare una base dati Oracle.
Oracle da’ la possibilità di utilizzare un server ad uso test Oracle eXpress Edition. Il sistema che ne deriva l’ho chiamato LAOP, ricordando il molto più popolare ambiente LAMP che si basa sul DBMS MySQL (che è di proprietà di Oracle).
Ho seguito un utile howto sull’ottimo sito http://www.danilovizzarro.it/ ma ho voluto “vivisezionare” gli script di automazione per capire ciò che facevano. Ne è risultato un piccolo howto, redatto ovviamente in LaTeX ;-), che volentieri metto a disposizione con la speranza che risulti utile.
Gen 18
XML
Un piccolo problema: avevo la risposta di un web service e volevo renderla leggibile con maggior facilità. I web service rispondono (nella maggior parte dei casi) in XML, l’indentazione non è necessaria per un parser (il software che legge il file) ma per l’occhio umano è preferibile vedere come si annidano i nodi nel gioco di scatole cinesi.
Due soluzioni:
- in Ubuntu, aprire Synaptic e cercare xmlindent (probabilmente non è installato); una volta installato si lancia
$ xmlindent file.xml > file1.xml
Per chi vuole qualche info in più, man xmlindent
- soluzione per chi smanetta un po’ di più: applicare una trasformazione XSLT come suggerito in questo sito. Per chi non conosce le trasformazioni XSLT ho fatto qualche esempio in questa risorsa.
Gen 17
Openoffice.org
Mi è capitato talvolta che all’apertura di Open Office (versione 2.2) venisse avviata la procedura di recupero file corrotti (di solito in seguito ad un crash del programma o ad un arresto inatteso del sistema). Ogni tanto capita che, se fallisce il ripristino di uno o più files, al suo avvio Open Office mostri la schermata di ripristino perché i file da ripristinare non sono più disponibili nella cartella /tmp/, e il ripristino non è comunque più possibile. Questa situazione è destinata a permanere in eterno perché il recupero non può più essere effettuato.
Un modo per rimediare è il seguente:
Posizione file dei recuperi OpenOffice:
<home>/.openoffice.org/user/registry/data/org/openoffice/Office/Recovery.xcu
La guida online (F1) recita:
Avviare il Programma di notifica errori. Nella maggior parte dei casi di crash del software, il Programma di notifica errori si avvia automaticamente. Tuttavia, se il software sembra essere bloccato e il programma non si avvia automaticamente potete avviarlo manualmente:
Accedete alla cartella del programma {office_install_path}/ e avviate il file crashrep.
Workaround alternativo:
Esco da OO (se già aperto). Con OO spento:
$ vi <home>/.openoffice.org2/user/registry/data/org/openoffice/Office/Recovery.xcu
cancello le righe relative ai documenti citati nel prompt iniziale (nel campo oor:name) e le sostituisco con le righe:
<node oor:name="recovery_item_2" oor:op="remove"/>
dove anziché item_2 può essere un item diverso, di solito più righe uguali in ordine da 1 a 15). Salvo e riavvio OO. Non appare più il prompt di recovery.
Nella versione 3.2 che ho in questo momento, tuttavia, il problema è stato risolto, per cui non serve alcun intervento (la coda dei file da ripristinare si svuota da sola).
Dic 28
Lucene, un potente motore di ricerca open source
Mi è capitato due anni fa di giocare con un motore di ricerca molto potente e flessibile: Lucene, uno dei prodotti dell’Apache Group. Lucene (pronunciato all’incirca lussìn) è scritto in Java ed è integrabile in un software qualsiasi in cui occorra avere a disposizione una funzione di ricerca su filesystem ma anche su database (io ad esempio l’ho usato in quest’ultima situazione).
Ha una API molto fornita a disposizione, buona documentazione ed è tutto sommato semplice sia da installare / configurare che da usare.
Ha funzionalità di ricerca fuzzy come anche su fornitura di espressioni di ricerca (quella che fa uso degli operatori OR, -, e altri, ma che pochi conoscono e usano) e di indicizzazione su più fonti dati, come detto.
Ho scritto un piccolo manualetto per l’installazione, nella speranza che possa essere utile. Di solito quello che scrive il manuale dimentica sempre un caso particolare che in una determinata situazione trasformano immantinente il manuale in carta igienica. Io sicuramente ci sarò riuscito. Però mi sono soffermato, forse, su dettagli che sono scontati per i più bravi.
Dic 24
Premi Breakthrough of The Year 2010
Sono dieci premi assegnati ogni anno da Physics World ai 10 maggiori successi della ricerca nell’ambito della Fisica (a cui sia riconosciuto il rango di una “svolta”).
Quest’anno il primo premio è stato assegnato ai fisici dell’esperimento ALPHA del CERN di Ginevra per avere isolato per 170 ms 38 atomi di antiidrogeno (ho fatto un piccolo tweet anch’io circa un mese fa su questa osservazione straordinaria).
I fisici sperano di osservare delle differenze nei livelli energetici tra idrogeno e antiidrogeno per trovare una motivazione dell’asimmetria nella presenza del primo rispetto al secondo nell’universo.
I dettagli nel sito di Physics World.
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