Un balzo gigantesco per il bosone di Higgs

Entrambi gli esperimenti ATLAS e CMS hanno mostrato una solida evidenza che la nuova particella scoperta nel luglio 2012 assomiglia sempre più al bosone di Higgs, dimostrando anche che essa decade in particelle note come leptoni tau, una variante molto pesante degli elettroni.

Perché questo è cosi importante? CMS e ATLAS hanno già dimostrato che il nuovo bosone è proprio
un certo tipo di bosone di Higgs. In questo caso, la teoria prevede che dovrebbe decadere in diversi tipi di particelle. Finora, il decadimento nei bosoni W e Z, come anche in fotoni, era stato ben stabilito. Ora per la prima volta entrambi gli esperimenti mostrano l’evidenza che decade anche in leptoni tau.

Il decadimento di una particella assomiglia molto al cambio di una moneta. Se il bosone di Higgs fosse una moneta da un euro, ci sarebbero molti modi di cambiarla con monete di taglio più piccolo ma, finora, la macchina di cambio sembra cambiarle solo in alcuni modi particolari. Ora si è scoperto un altro nuovo modo di effettuare questo cambio.

CMS-Htautau1

Uno degli eventi raccolti dalla collaborazione CMS avente le caratteristiche previste dal decadimento del bosone di Higgs del Modello Standard in una coppia di leptoni tau. Uno è il decadimento di un tau in un muone (linea rossa) e neutrini (non visibili nel rivelatore), mentre l’altra tau decade in un adrone carico (torri blu) e un neutrino. Ci sono anche due getti di particelle in avanti (torri verdi) [Fonte: CERN].

Ci sono due classi di particelle fondamentali, chiamate fermioni e bosoni a seconda del loro spin, il valore del loro momento angolare. Le particelle di materia (come tau, elettroni e quark) appartengono alla famiglia dei fermioni. Dall’altra parte, le particelle associate alle varie forze che agiscono su questi fermioni sono i bosoni (come i fotoni che sono il tramite della forza elettromagnetica e i bosoni W e Z, che sono il tramite dell‘interazione elettrodebole).

L’esperimento CMS ha già messo in evidenza il decadimento del bosone di Higgs in due fermioni l’estate scorsa con un segnale di 3.4 sigma quando si combinano i canali tau e quark b. Un sigma corrisponde ad una deviazione standard, la grandezza delle potenziali fluttuazioni statistiche. Sono necessari tre sigma per sostenere una evidenza, mentre cinque sigma sono di solito richiesti per una scoperta.

Per la prima volta siamo di fronte alla chiara evidenza di un singolo canale – e due esperimenti l’hanno prodotta indipendentemente. L’esperimento ATLAS ha evidenziato un segnale di 4.1 sigma per il solo canale tau, mentre CMS ha ottenuto 3.4 sigma, entrambi dando una forte evidenza che questo particolare tipo di decadimento accade.

Con questi nuovi risultati, gli esperimenti hanno stabilito una ulteriore proprietà che era prevista per il bosone di Higgs del Modello Standard. Ciò che rimane da chiarire è il tipo esatto di bosone di Higgs con cui abbiamo a che fare. È davvero il tipo più semplice associato al Modello Standard? O abbiamo scoperto un altro tipo di bosone di Higgs, il più leggero dei cinque tipi di bosone di Higgs previsto da un’altra teoria chiamata supersimmetria?

È ancora troppo presto per abbandonare questa seconda ipotesi, per dare una risposta definitiva servono ancora dati. Che potremmo iniziare a collezionare appena l’LHC riprenderà a funzionare nel 2015 quando finirà il periodo di arresto programmato per manutenzione e aggiornamento.
Leggi l’articolo competo di Pauline Gagnon su Quantum Diaries.

Addio “Madiba”

La tua vita, il tuo coraggio, il tuo ubuntu continuino ad ispirare tutti gli uomini di buona volontà, oggi e sempre.

Trail Me Up

logoTMUFantastico!

Non trovo altri aggettivi dopo aver trovato per caso questa risorsa web.

Ti piacerebbe mostrare una escursione che ti è piaciuta particolarmente?

Trail Me Up ti da la possibilità, tramite uno speciale zainetto, di documentare la tua escursione con foto, dati, mappe e documenti, una vera esperienza di realtà aumentata.

Diventi così un panotracker e potrai documentare e condividere escursioni di tipo naturalistico o anche storico o archeologico, letterario o antropologico.

QKD sperimentale con analisi di chiavi finite per canali rumorosi

DSC_2792Lo scambio incondizionatamente sicuro di chiavi crittografiche per mezzo di un canale quantistico su spazio libero è possibile anche in condizioni reali, cioè in presenza di rumore ambientale e con la trasmissione di un numero limitato di fotoni, come nella comunicazione quantistica via satellite.

Nel loro lavoro, appena pubblicato su Nature, Davide Bacco, Matteo Canale, Nicola Laurenti, Giuseppe Vallone e Paolo Villoresi del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, hanno dimostrato sperimentalmente la fattibilità della Quantum Key Distribution (QKD) in tali condizioni e considerando diversi modelli di attacco.

La comunicazione al limite quantistico si basa sulla Meccanica Quantistica, come l’Elettronica odierna, ma a differenza di questa trasporta l’informazione su uno stato (qubit) di una singola particella quantistica (un elettrone, un fotone, etc).

La QKD si basa sull’algoritmo BB84 che definisce le modalità di scambio dei qubit tra trasmittente e ricevente e la rilevazione delle intrusioni.

Leggi tutto l’articolo su QuantumFuture

Fondamentali sulla QKD

L’algoritmo BB84

 

PDF/A

Il formato PDF/A è un formato definito nel 2005 che è in via di adozione nella PA.

Ha lo scopo di fornire un formato veramente aperto, indipendente dalla tecnologia del lettore e la durabilità nel tempo. È un formato che si presta per l’archiviazione storica dei documenti.

Uno sguardo più approfondito nella mia area Wiki.

C’è un sito dell’associazione che si occupa di definire lo standard, PDF association al di là di Adobe, che lo ha inventato. Curioso: le specifiche di PDF/A sono scritte in modo che il formato sopravviva anche ad Adobe.

A proposito: PDF compie 20 anni, è nato nel 1993.

SVN

Subversion, dopo Mercurial HG, Git e CVS, è il quarto sistema di gestione delle versioni che uso.

Un piccolo howto on progress nel mio Wiki.

A proposito di REST

Sto valutando se realizzare un webservice secondo l’architettura REST oppure no.

Dalla tesi di dottorato di Roy Fielding, inventore di REST (REpresentational State Transfer)

Dobbiamo poi aggiungere un vincolo per l’interazione client-server: la comunicazione deve essere «senza stato» di natura, come nello stile senza stato client-server (CSS) del paragrafo 3.4.3 (Figura 5-3), in modo tale che ogni richiesta dal client al server debba contenere tutte le informazioni necessarie per capire la richiesta, e non possa sfruttare qualsiasi contesto memorizzato sul server. Lo stato della sessione viene quindi mantenuto interamente sul client.

Figure 5.2: Client-Server

Figure 5.3: Client-Server (Fonte http://www.ics.uci.edu/~fielding/pubs/dissertation/top.htm)

 

Questo vincolo induce le proprietà di visibilità, affidabilità e scalabilità. La visibilità è migliorata perché un sistema di monitoraggio non deve guardare oltre un singolo dato di richiesta per determinare la natura esaustiva della richiesta.1 L’affidabilità risulta migliorata in quanto facilita il compito di recupero da guasti parziali [133]2. La scalabilità è migliorata perché non dovendo memorizzare lo stato tra una richiesta e l’altra, si consente al componente server di liberare rapidamente risorse e, inoltre, ne semplifica l’attuazione in quanto il server non deve gestire l’utilizzo delle risorse a cavallo tra le richieste.3

 

1 Si pensi ad esempio da un analizzatore di log di Apache con il quale si voglia capire un caso di sovraccarico del server: se l’applicazione non è REST, la risorsa che viene restituita da un URI (assieme a quanto processore e quanta memoria vengono impiegati per servire tale risorsa) non è necessariamente determinata a partire dai parametri dell’URI, se ciò che viene restituito dipende anche da uno stato del server; cioè, in base allo stesso URI, il server può restituire risorse diverse in base al diverso stato che viene incontrato nel server in due chiamate successive.
2 Ad esempio, sempre nel caso di malfunzionamento tra due chiamate successive, che implicano un diverso stato del server, è difficile stabilire stando fuori dal server quale sia la natura del problema (si pensi a quando una sessione scade: uno stesso url prima funziona e poi no, ma per sapere il perché dobbiamo entrare nel server). Inoltre un errore occorso durante una richiesta non influenza le altre richieste.

3 Letto in altro modo, siccome il servizio di una richiesta implica un minor consumo di risorse, il server può servire più velocemente e più in parallelo, aumentando così la scalabilità.

QuantumFuture: no limits, only horizons

QuantumFuture

QuantumFuture

QuantumFuture “La Comunicazione al limite quantistico” si è svolta venerdì 18 e sabato 19 ottobre al Centro San Gaetano in via Altinate a Padova e ha portato alla conoscenza del pubblico i lavori di ricerca del Gruppo di Comunicazione Quantistica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova guidato dal prof. Paolo Villoresi, come fase conclusiva e di consuntivo del Progetto Strategico di Ateneo iniziato nel 2008.
Due giorni di seminari scientifici e attività divulgative rivolte a specialisti del settore, alle scuole superiori e a curiosi e appassionati in cui si è dato risalto allo stato dell’arte, ai problemi aperti e alle promettenti prospettive della Comunicazione.
Come ricordato dai relatori della conferenza iniziale di benvenuto, ci troviamo in una situazione che assomiglia molto a quella che vide nel 1948 Bill Schockley inventare il primo transistor e Claude Shannon a scrivere la sua teoria dell’Informazione. Ci attende una nuova era in cui useremo i fotoni anziché gli elettroni per elaborare le informazioni e per trasportarle sfruttando in modo costruttivo principi che finora erano parsi limitativi, come il principio di indeterminazione di Heisenberg, per assicurare una comunicazione sicura o effetti esotici come l’entaglement per il teletrasporto.

È stato eccitante fare un’immersione nel futuro e soprattutto vedere tanti giovani all’opera con la forza del loro entusiasmo. Un esempio di sinergia in cui giovani fisici, astronomi e ingegneri lavorano insieme su un argomento così tanto di frontiera e così foriero di sviluppi e ricadute tecnologiche che il prof. Villoresi ha riassunto in un motto: “No limits, only horizons”: quando vediamo il limite alla fine del nostro sguardo, ci alziamo un po’ da terra e possiamo vedere un po’ più in là.

I video del seminario sono stati messi a disposizione del pubblico su un canale Youtube dedicato.

Altri dettagli sul convegno e sull’attività del gruppo del prof. Villoresi nel sito ufficiale di QuantumFuture.

Premio Nobel 2013 per la Fisica ad Englert e Higgs

Nobel Prize for Legalizing MarijuanaIl premio Nobel per la Fisica per il 2013 è stato assegnato a François Englert e Peter W. Higgs “per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione sulle origini della massa delle particelle subatomiche e che recentemente è stato confermato dalla scoperta della particella fondamentale prevista dalla teoria, effettuata dagli esperimenti ATLAS e CMS al Large Hadron Collider del CERN.”

L’osservazione della particella di Higgs era stata annunciata il 4 luglio 2012 (“Il bosone di Higgs a portata di mano”). L’assegnazione del premio è stata salutata estensivamente da Rolf Heuer, direttore generale del CERN, come un riconoscimento allo “sforzo intellettuale di decenni da parte di tante persone provenienti da tutto il mondo”.

Leggi altro dal sito NobelPrize.org

The Nobel Prize in Physics 2013″. Nobelprize.org. Nobel Media AB 2013. Web. 8 Oct 2013. http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/2013/

Inversion of Control

Mi imbatto, leggendo le note di NodeBeginner.org su Node.js, nel problema di interfacciare il nostro programma con librerie terze: alla svelta si può rimane impigliati in una rete da pesca. Questo sito parla (anche in italiano) del modo di gestire le dipendenze per dormire sonni tranquilli. Da leggere con calma.