Nuovo sito PHP

Il sito di PHP cambia pelle.

Ecco uno screen shot

newphp

Uso del database di Apache Derby e della GUI Squirrel

La piattaforma per lo sviluppo di webservices orientati all’health care Mirth Connect, utilizza per default un database open source Derby, del progetto Apache.

Questo post nel mio wiki spiega come installare Derby e come installare e utilizzare un client grafico (Squirrel) per lavorarci.

Freon / lmsensors: controllare la temperatura a bordo della macchina

lmsensors

lmsensors - tool di Ubuntu per monitorare la temperatura delle CPU
lmsensor – tool di Ubuntu per monitorare la temperatura delle CPU

lmsensors è un utile strumento di Ubuntu che consente di rilevare la temperatura dei dispositivi (le CPU, la scheda madre etc) e controllare la ventola di raffreddamento. Lo screen shot raffigura il pannello di controllo psensor. Questa versione consente di visualizzare la temperatura delle CPU (se il processore è multicore, ormai è la maggioranza) e dell’hard disk. Fino alla versione in cui avevo lmsensors il disco era ancora rotativo.

Strumenti più aggiornati di lmsensors

Una versione più aggiornata è l’extension Freon, forkata dal progetto gnome-shell-extension-sensors che è stato abbandonato.

Freon gnome extension
Freon gnome extension

È un’estensione per visualizzare le temperature delle CPU, del disco, della scheda video (NVIDIA / Catalyst / Bumblebee&NVIDIA) e giri al minuto della ventola di raffreddamento in GNOME shell.

Link esterni

lmsensors su Strumenti di Amminstrazione – Ubuntu Wiki

Freon nel market delle Gnome extensions

Il paradosso di EPR

Il paradosso EPR
Il paradosso EPR

Einstein è ricordato dai più per la sua Teoria della Relatività:

  • Ristretta (o speciale): quella che parla della connessione tra spazio e tempo e dei fenomeni di dilatazione del tempo e di contrazione delle lunghezze per sistemi inerziali in moto rettilineo uniforme uno rispetto all’altro, e
  • Generale, quella che descrive come la gravità modelli lo spaziotempo. 

Più precisamente, la traduzione corretta dovrebbe essere: Teoria Speciale della Relatività e Teoria Generale della Relatività. Non c’è una relatività generale e una speciale: la Relatività è una sola ma ci sono due teorie che la descrivono in ambiti complementari.

Riformuliamo:

  • Teoria Speciale: è la rifomulazione delle leggi della fisica per sistemi inerziali
  • Teoria Geneale: è la rifomulazione delle leggi della fisica per sistemi non inerziali, sistemi in cui sia presente un’accelerazione.

Accelerazione indotta meccanicamente o gravità? Einstein con il suo principio di equivalenza ci dice che non c’è nessuna differenza.

Einstein il Nobel non lo vinse per la Relatività che lo tenne occupato nel primo ventennio del 1900. Lo vinse per un lavoro importantissimo del 1905 sulla meccanica quantistica: la spiegazione del funzionamento dell’effetto fotoelettrico. Era un esempio di come applicando l’idea dell’energia quantizzata si può risolvere un problema insolubile con i metodi dell’elettromagnetismo classico di Maxwell.

Anche se la Meccanica Quantistica lo aiutò a guadagnare la sua credibilità tra gli scienziati – nel 1905 infatti era un po’ un outsider (terminò il dottorato come studente lavoratore mentre era impiegato all’ufficio brevetti di Berna), questo risultato sconvolse tanto l’ambiente della fisica da portarlo subito in primo piano come stella nascente – ad Einstein questa teoria rimase sempre un po’ sul gozzo: scrisse a Max Born che Dio non gioca a dadi con l’Universo e, nel 1935 quand’era già a Princeton, scrisse questo articolo con due fisici più giovani di lui, Boris Podolsky e Nathan Rosen, che è più un’argomentazione di tipo filosofico che tende a mostrare come la Meccanica Quantistica non possa fornire una descrizione completa della realtà.

Paradosso EPR

Nell’articolo è spiegato cosa si intenda per realtà e per descrizione completa e si formula un Gedankenexperiment (un esperimento mentale) che dimostra come la meccanica quantistica formulata nelgi anni Venti secondo l’interpretazione di Copenhagen (la funzione d’onda) non possa ritenersi né reale né completa.

Con realtà di una teoria si intende poter predire con certezza e senza disturbare il sistema ogni quantità fisica oggettiva del sistema.

Con completezza di una teoria si intende che tutti gli elementi della realtà hanno una
controparte nella teoria. Una teoria che descrive solo la posizione x ma non l’impulso p è
incompleta.

Questo lavoro rimase sostanzialmente ignorato finché Einstein fu in vita, ma nel 1964, dopo una citazione da parte del fisico irlandese John Stewart Bell, le citazioni aumentarono e continuano ancora oggi con un andamento esponenziale (vedi ad esempio [Z]), a testimonianza dell’interesse che questa argomentazione assunse in special modo nell’ambito dei computer quantistici e del cosiddetto fenomeno dell’entaglement.

In questo fenomeno le variabili di stato di due particelle, dopo che queste hanno interagito, rimangono avvinghiate (entangled) di modo che una misura fatta su una di esse da un misuratore che convenzionalmente chiamamo Alice (A) la fa collassare sul valore misurato e, istantaneamente, anche l’altra variabile misurata nel laboratorio di Bob (B) collassa sullo stesso stato, indipendentemente dalla distanza tra Alice e Bob.

Ad esempio, se misuro la polarizzazione di un fotone, anche l’altro fotone che ha interagito con quest’ultimo (ad esempio entrambi sono generati da un unico fascio laser che attraversa un cristallo birifrangente) si troverà istantaneamente nello stesso stato di polarizzazione, qualunque sia la distanza tra di loro. Questo fenomeno è sconcertante se si pensa che equivarrebbe in qualche modo a sostenere che questo tipo di interazione si propaga ad una velocità infinita.

L’articolo sul Paradosso di EPR (che ho tradotto dall’originale durante un periodo di convalescenza).

Una mia tesina sull’argomento svolta durante il corso di Quantum Information nell’ambito del dottorato in Telecomunicazioni presso l’Università di Padova nel A.A. 2014-2015 (prof. Paolo Villoresi)

Fonti

{{Hatnote}}

Per chi volesse sapere chi stia facendo modifiche o contributi a Wikipedia, tra gli utenti non registrati (che di solito vengono identificati tramite l’indirizzo IP), c’è un’applicazione web carina che mostra in tempo reale i punti del globo in cui c’è qualcuno che sta eseguendo degli aggiornamenti.

http://rcmap.hatnote.com/#en

E’ possibile anche visualizzare i dati relativamente ad una (o anche di più) localizzazione particolare, come ad esempio Wikipedia italiana:

http://rcmap.hatnote.com/#it

Il mio wiki sul web

WikiDa tempo mantengo un wiki nel mio pc. Ho adottato Mediawiki, il software usato anche da Wikipedia. E’ un software che richede di avere a bordo almeno un webserver (io ho Apache 2), un motore PHP e un database MySQL.

Il Wiki lo uso come knowledge base, scrivendo ogni volta che mi trovo davanti un problema, i dettagli di come il problema si presenta e, una volta trovata la soluzione, anche i dettagli della soluzione. Scrivo anche recensioni mie su software che provo o riflessioni su argomenti che reputo interessanti.

Generalmente ciò mi risparmia la consultazione di decine di forum e il tempo perso per le prove andando dritto verso la soluzione. Sì, anche perché una volta risolto il problema, se questo si ripresenta dopo un po’ di tempo, non è detto che mi ricordi come l’ho risolto, per cui lascio scritto.

Ho considerato poi che, con l’avvento del cloud e il calcolo multi piattaforma (leggi: dispositivi mobili), la mia attività è sempre più suddivisa tra vari dispositivi e non sempre ho il mio pc, ma ho il web e, in particolare, la nuvola a mio supporto.

Le limitazioni MySQL che mi vengono imposte dal mio provider, per il profilo che ho acquistato, non mi consentono di installarlo correttamente nello stesso server che ospita il sito. Per cui ho cominciato a cercare soluzioni per mettere in rete un Wiki e ho valutato tre siti.

Il primo che ho trovato cercando con Google è Wikia. Contattando la community ho capito di essere un po’ un pesce fuor d’acqua, nel senso che si tratta di un sito in cui i Wiki hanno un impiego che ritengo un po’ sui generis, va dalle curiosità, alla televisione, l’intrattenimento, lo sport, e più di tanto non ho trovato argomenti tecnici al suo interno. Inoltre il sito non è compatibile con MediaWiki e per l’importazione di wiki esistenti non ho trovato abbastanza materiale. Poi di fatto non c’è proprio compatibilità con la sintassi di Mediawiki. Quindi la migrazione risultava molto difficoltosa.

Per cui ho pensato di pubblicarle su Wikispaces. Non esistono nemmeno qui strumenti per l’importazione, ed anche Wikispaces non è compatibile con lo standard Mediawiki.

La cosa più semplice era cercare all’interno del sito di Mediawiki se ci fossero servizi di pubblicazione di propri wiki ed effettivamente ne ho trovati parecchi.

Dopo averne valutati un paio, ho scelto SouthWiki che mi consente di utilizzare diverse estensioni, in particolare mi interessava quella di LaTeX che mi ero installato in locale, e in più il fatto di adottare Mediawiki come software di base mi garantiva di poter migrare facilmente i contenuti. Inoltre è gratuito, poiché si finanzia con gli ads.

Dunque i link del menu che rimandavano a degli articoli WordPress, qui nel sito, sono stati migrati al mio nuovo wiki:

http://betaingegneria.shoutwiki.com

La formula di copyright adottata è quella Creative Commons 3.0 Share-Alike (Southwiki consente varie formule per il copyright).

14 febbraio 2013: LHC chiude i battenti fino al 2015

connettori ad alta corrente tra i magneti di LHC

Più di 10000 connettori ad alta corrente tra i magneti di LHC sarannno ispezionati e manutenuti durante il Long Shutdown dell’LHC. Questa immagine mostra la loro installazione del 2007 (Copyright: CERN)

Il Large Hadron Collider (LHC) ha fornito ai fisici una enorme quantità di dati fin dal suo avvio nel 2009.

Ora è venuto il tempo per la macchina, assieme agli altri acceleratori del CERN, di passare dall’estetista.

Lo “Spegnimento Lungo” (Long Shutdown 1 – LS1) ha avuto inizio oggi 14 febbraio 2013, ma ciò non significa che la vita al CERN sarà meno ricca ed eccitante. Anche se non avranno luogo collisioni per un periodo di almeno due anni, l’intero sito del CERN sarà come un alveare, con lavori in larga scala di ammodernamento dell’infrastruttura e per preparare l’acceleratore LHC per il funzionamento a più alte energie (che passerà da 8 a 13 TeV).

Un accenno a quale sia il tipo di manutenzione di cui una macchina così sofisticata ha bisogno lo da il vice direttore del Dipartimento di Ingegneria, Simon Baird. “Il fattore chiave è il consolidamento delle 10170 giunzioni  ad alta corrente tra i magneti superconduttori. Le squadre di tecnici cominceranno aprendo le 1695 interconnessioni tra ciascuno dei criostati dei magneti principali. Essi ripareranno e consolideranno circa 500 interconnessioni contemporaneamente. L’opera di manutenzione gradualmente coprirà l’intera circonferenza di 27 chilometri dell’LHC”.

L’LHC verrà aggiornato e rinnovato durante questo periodo. Nell’ambito del progetto Radiation to Electronics (R2E), le apparecchiature elettroniche sensoristiche saranno ottimizzate riposizionandole o aggiungendo una schermatura.

[Fonte: CERNleggi tutto l’articolo]

 

Importare filtri di Thunderbird in un altro account

Thunderbird

Problemino: ho un nuovo account di posta ma voglio utilizzare i filtri che ho già scritto per un altro account per smistarli tra le cartelle.

Anche se lo smistamento in cartelle può essere considerata una pratica “obsoleta” (il ricorso ai tag è molto più efficiente in quanto consente di categorizzare per una o più parole chiave e quindi anche in modo “multiplo” – con le cartelle, una mail può essere archiviata dentro una sola cartella) mi trovo a dover replicare i filtri affinché mi spostino dentro nuove cartelle locali le mail mano a mano che arrivano. Nel mio caso passo da un server IMAP ad un POP (non fatelo mai: se potete, meglio usare IMAP).

La GUI (Graphic User Interface… sì insomma la finestra di Thunderbird) non mi da strumenti per fare ciò, ma con Linux ho sempre la potentissima scappatoia della shell con cui posso fare tutto e anche di più.

I filtri sono salvati semplicemente in un file di configurazione, basta replicarlo mutatis mutandi.

Ad esempio, un file coi filtri si trova qui:

  ~/.thunderbird/eawvwa8a.default/ImapMail/servizi.oldserver.net/msgFilterRules.dat

Creando un nuovo account, Thunderbird ha creato la nuova cartella

  ~/.thunderbird/eawvwa8a.default/Mail/pop.newserver.net/

Basta copiare qui dentro il file msgFilterRules.dat con Thunderbird chiuso e poi avviare Thunderbird.

Poi però i filtri vanno aggiornati sostituendo il vecchio percorso (leggeva da un server IMAP)

  imap://user@servizi.oldserver.net/INBOX/NomeCartella

con il nuovo (legge da un server POP)

  mailbox://user@pop.newserver.net/Inbox/NomeCartella

Risolto!

Piccolo esercizio con le espressioni regolari

Lo strumento delle espressioni regolari rimane di una potenza stratosferica per trattare testi.

Oggi ho avuto a che fare con una estrazione dati che era stata fatta in modo “artigianale”, e dovevo trasformare un elenco così:

1giuseppe verdi
2mario rossi

in un file CSV

1;giuseppe verdi;
2;mario rossi;

La parte più impegnativa è stata: separare i numeri dalle stringhe. Ho usato l’editor di testo Bluefish. Attivando la funzionalità trova/sostituisci ho usato questi pattern di ricerca e di sostituzione:

L’espressione di ricerca [0-9]+ troverà tutte le parti di testo formate da 1 cifra ([0-9]) o più (+).

L’espressione di sostituzione rimpiazza il primo risultato della regexp di ricerca (\0) con l’argomento stesso ritornato seguito da punto e virgola (;). Questo era il punto che in prima battuta non riuscivo a realizzare.

Sì, una volta capito è tutto semplice.

Nuovi TLD in arrivo: una babele?

TLD sta per Top Level Domain, domini di alto livello. E’ lo strato più alto della ramificazione dei nomi di internet. Fate attenzione, perché per gli informatici gli alberi hanno le radici in alto e le foglie in basso.

Facciamo un esempio: www.betaingegneria.it, tanto per non fare pubblicità, è un nome internet. I punti tra una parola e l’altra dividono il nome in livelli. Il livello più alto è a destra e il più basso a sinistra. quindi it è il livello più alto, un dominio di primo livello, per questo si chiama Top Level. betaingegneria è invece un dominio di secondo livello (a volte si intende questo per dominio). www è il terzo livello.

Quanti domini di primo livello esistono? Dalla nascita del DNS (1982, ma i TLD furono definiti nel 1985) ne esistevano già molti, 7 di generici (detti anche gTLD: sono i famosi .edu, .org, .com, .gov, .net, .mil e .arpa: quest’ultimo non l’avrete mai visto usare, a meno che non siate familiari con software come BIND) e una sfilza di country-code (ccTLD) che sono i TLD definiti per ogni nazione (.it, .uk, .ru, .ch, ecc).

Dal 2001 in poi sono stati via via aggiunti ulteriori gTLD vista la crescente fame di nomi di dominio e la necessità di classificare i domini per tema: si aggiunsero i .biz, .info eccetera. Venne aggiunto anche il .eu per l’unione Europea che nel 1985 non esisteva ancora. Ma è ora di guardare avanti e liberarci di questa costrizione crittografica: l’ICANN ha definito migliaia di nuovi TLD, anche on demand da grosse aziende come Amazon o L’Oréal e alcuni alquanto bizzarri (.mrmuscle o .pizza: sono in ogni caso TLD relativi ad un’azienda ben precisa); il periodo di applicazione del proprio dominio è stato dal 12 maggio al 30 maggio del 2012. Non solo: i nomi potranno contenere caratteri UTF-8 (il sistema di codifica dei caratteri, un tabellone che contiene tutti i caratteri usati dalla razza umana – dall’alfabeto inglese, all’italiano, al cinese, addirittura al Klingon).

In sostanza, vuol dire che potremo usare nel browser indirizzi come:

http://www.playstation

oppure

http://playstation

o

playstation

Qui li trovate tutti, e questo è il video dell’ICANN che illustra (una parte del) l’elenco dei nomi: notate che esistono nomi a dominio in arabo e in giapponese.

Infine, la decisione dell’ICANN ha sollevato critiche preoccupate di organizzazioni di categoria circa la babele che si verrebbe a formare. Si immagini un po’ quello che successe alla fine degli anni ’90 quando ci fu la corsa all’acquisto dei domini .it, per cui c’era chi acquistava domini con il nome di personaggi famosi o cose del genere. Questo tipo di pratica si chiama “defensive domain names registration”.

Approfondimenti