{{Hatnote}}

Per chi volesse sapere chi stia facendo modifiche o contributi a Wikipedia, tra gli utenti non registrati (che di solito vengono identificati tramite l’indirizzo IP), c’è un’applicazione web carina che mostra in tempo reale i punti del globo in cui c’è qualcuno che sta eseguendo degli aggiornamenti.

http://rcmap.hatnote.com/#en

E’ possibile anche visualizzare i dati relativamente ad una (o anche di più) localizzazione particolare, come ad esempio Wikipedia italiana:

http://rcmap.hatnote.com/#it

Il mio wiki sul web

WikiDa tempo mantengo un wiki nel mio pc. Ho adottato Mediawiki, il software usato anche da Wikipedia. E’ un software che richede di avere a bordo almeno un webserver (io ho Apache 2), un motore PHP e un database MySQL.

Il Wiki lo uso come knowledge base, scrivendo ogni volta che mi trovo davanti un problema, i dettagli di come il problema si presenta e, una volta trovata la soluzione, anche i dettagli della soluzione. Scrivo anche recensioni mie su software che provo o riflessioni su argomenti che reputo interessanti.

Generalmente ciò mi risparmia la consultazione di decine di forum e il tempo perso per le prove andando dritto verso la soluzione. Sì, anche perché una volta risolto il problema, se questo si ripresenta dopo un po’ di tempo, non è detto che mi ricordi come l’ho risolto, per cui lascio scritto.

Ho considerato poi che, con l’avvento del cloud e il calcolo multi piattaforma (leggi: dispositivi mobili), la mia attività è sempre più suddivisa tra vari dispositivi e non sempre ho il mio pc, ma ho il web e, in particolare, la nuvola a mio supporto.

Le limitazioni MySQL che mi vengono imposte dal mio provider, per il profilo che ho acquistato, non mi consentono di installarlo correttamente nello stesso server che ospita il sito. Per cui ho cominciato a cercare soluzioni per mettere in rete un Wiki e ho valutato tre siti.

Il primo che ho trovato cercando con Google è Wikia. Contattando la community ho capito di essere un po’ un pesce fuor d’acqua, nel senso che si tratta di un sito in cui i Wiki hanno un impiego che ritengo un po’ sui generis, va dalle curiosità, alla televisione, l’intrattenimento, lo sport, e più di tanto non ho trovato argomenti tecnici al suo interno. Inoltre il sito non è compatibile con MediaWiki e per l’importazione di wiki esistenti non ho trovato abbastanza materiale. Poi di fatto non c’è proprio compatibilità con la sintassi di Mediawiki. Quindi la migrazione risultava molto difficoltosa.

Per cui ho pensato di pubblicarle su Wikispaces. Non esistono nemmeno qui strumenti per l’importazione, ed anche Wikispaces non è compatibile con lo standard Mediawiki.

La cosa più semplice era cercare all’interno del sito di Mediawiki se ci fossero servizi di pubblicazione di propri wiki ed effettivamente ne ho trovati parecchi.

Dopo averne valutati un paio, ho scelto SouthWiki che mi consente di utilizzare diverse estensioni, in particolare mi interessava quella di LaTeX che mi ero installato in locale, e in più il fatto di adottare Mediawiki come software di base mi garantiva di poter migrare facilmente i contenuti. Inoltre è gratuito, poiché si finanzia con gli ads.

Dunque i link del menu che rimandavano a degli articoli WordPress, qui nel sito, sono stati migrati al mio nuovo wiki:

http://betaingegneria.shoutwiki.com

La formula di copyright adottata è quella Creative Commons 3.0 Share-Alike (Southwiki consente varie formule per il copyright).

14 febbraio 2013: LHC chiude i battenti fino al 2015

connettori ad alta corrente tra i magneti di LHC

Più di 10000 connettori ad alta corrente tra i magneti di LHC sarannno ispezionati e manutenuti durante il Long Shutdown dell’LHC. Questa immagine mostra la loro installazione del 2007 (Copyright: CERN)

Il Large Hadron Collider (LHC) ha fornito ai fisici una enorme quantità di dati fin dal suo avvio nel 2009.

Ora è venuto il tempo per la macchina, assieme agli altri acceleratori del CERN, di passare dall’estetista.

Lo “Spegnimento Lungo” (Long Shutdown 1 – LS1) ha avuto inizio oggi 14 febbraio 2013, ma ciò non significa che la vita al CERN sarà meno ricca ed eccitante. Anche se non avranno luogo collisioni per un periodo di almeno due anni, l’intero sito del CERN sarà come un alveare, con lavori in larga scala di ammodernamento dell’infrastruttura e per preparare l’acceleratore LHC per il funzionamento a più alte energie (che passerà da 8 a 13 TeV).

Un accenno a quale sia il tipo di manutenzione di cui una macchina così sofisticata ha bisogno lo da il vice direttore del Dipartimento di Ingegneria, Simon Baird. “Il fattore chiave è il consolidamento delle 10170 giunzioni  ad alta corrente tra i magneti superconduttori. Le squadre di tecnici cominceranno aprendo le 1695 interconnessioni tra ciascuno dei criostati dei magneti principali. Essi ripareranno e consolideranno circa 500 interconnessioni contemporaneamente. L’opera di manutenzione gradualmente coprirà l’intera circonferenza di 27 chilometri dell’LHC”.

L’LHC verrà aggiornato e rinnovato durante questo periodo. Nell’ambito del progetto Radiation to Electronics (R2E), le apparecchiature elettroniche sensoristiche saranno ottimizzate riposizionandole o aggiungendo una schermatura.

[Fonte: CERNleggi tutto l’articolo]

 

Importare filtri di Thunderbird in un altro account

Thunderbird

Problemino: ho un nuovo account di posta ma voglio utilizzare i filtri che ho già scritto per un altro account per smistarli tra le cartelle.

Anche se lo smistamento in cartelle può essere considerata una pratica “obsoleta” (il ricorso ai tag è molto più efficiente in quanto consente di categorizzare per una o più parole chiave e quindi anche in modo “multiplo” – con le cartelle, una mail può essere archiviata dentro una sola cartella) mi trovo a dover replicare i filtri affinché mi spostino dentro nuove cartelle locali le mail mano a mano che arrivano. Nel mio caso passo da un server IMAP ad un POP (non fatelo mai: se potete, meglio usare IMAP).

La GUI (Graphic User Interface… sì insomma la finestra di Thunderbird) non mi da strumenti per fare ciò, ma con Linux ho sempre la potentissima scappatoia della shell con cui posso fare tutto e anche di più.

I filtri sono salvati semplicemente in un file di configurazione, basta replicarlo mutatis mutandi.

Ad esempio, un file coi filtri si trova qui:

  ~/.thunderbird/eawvwa8a.default/ImapMail/servizi.oldserver.net/msgFilterRules.dat

Creando un nuovo account, Thunderbird ha creato la nuova cartella

  ~/.thunderbird/eawvwa8a.default/Mail/pop.newserver.net/

Basta copiare qui dentro il file msgFilterRules.dat con Thunderbird chiuso e poi avviare Thunderbird.

Poi però i filtri vanno aggiornati sostituendo il vecchio percorso (leggeva da un server IMAP)

  imap://user@servizi.oldserver.net/INBOX/NomeCartella

con il nuovo (legge da un server POP)

  mailbox://user@pop.newserver.net/Inbox/NomeCartella

Risolto!

Piccolo esercizio con le espressioni regolari

Lo strumento delle espressioni regolari rimane di una potenza stratosferica per trattare testi.

Oggi ho avuto a che fare con una estrazione dati che era stata fatta in modo “artigianale”, e dovevo trasformare un elenco così:

1giuseppe verdi
2mario rossi

in un file CSV

1;giuseppe verdi;
2;mario rossi;

La parte più impegnativa è stata: separare i numeri dalle stringhe. Ho usato l’editor di testo Bluefish. Attivando la funzionalità trova/sostituisci ho usato questi pattern di ricerca e di sostituzione:

L’espressione di ricerca [0-9]+ troverà tutte le parti di testo formate da 1 cifra ([0-9]) o più (+).

L’espressione di sostituzione rimpiazza il primo risultato della regexp di ricerca (\0) con l’argomento stesso ritornato seguito da punto e virgola (;). Questo era il punto che in prima battuta non riuscivo a realizzare.

Sì, una volta capito è tutto semplice.

Nuovi TLD in arrivo: una babele?

TLD sta per Top Level Domain, domini di alto livello. E’ lo strato più alto della ramificazione dei nomi di internet. Fate attenzione, perché per gli informatici gli alberi hanno le radici in alto e le foglie in basso.

Facciamo un esempio: www.betaingegneria.it, tanto per non fare pubblicità, è un nome internet. I punti tra una parola e l’altra dividono il nome in livelli. Il livello più alto è a destra e il più basso a sinistra. quindi it è il livello più alto, un dominio di primo livello, per questo si chiama Top Level. betaingegneria è invece un dominio di secondo livello (a volte si intende questo per dominio). www è il terzo livello.

Quanti domini di primo livello esistono? Dalla nascita del DNS (1982, ma i TLD furono definiti nel 1985) ne esistevano già molti, 7 di generici (detti anche gTLD: sono i famosi .edu, .org, .com, .gov, .net, .mil e .arpa: quest’ultimo non l’avrete mai visto usare, a meno che non siate familiari con software come BIND) e una sfilza di country-code (ccTLD) che sono i TLD definiti per ogni nazione (.it, .uk, .ru, .ch, ecc).

Dal 2001 in poi sono stati via via aggiunti ulteriori gTLD vista la crescente fame di nomi di dominio e la necessità di classificare i domini per tema: si aggiunsero i .biz, .info eccetera. Venne aggiunto anche il .eu per l’unione Europea che nel 1985 non esisteva ancora. Ma è ora di guardare avanti e liberarci di questa costrizione crittografica: l’ICANN ha definito migliaia di nuovi TLD, anche on demand da grosse aziende come Amazon o L’Oréal e alcuni alquanto bizzarri (.mrmuscle o .pizza: sono in ogni caso TLD relativi ad un’azienda ben precisa); il periodo di applicazione del proprio dominio è stato dal 12 maggio al 30 maggio del 2012. Non solo: i nomi potranno contenere caratteri UTF-8 (il sistema di codifica dei caratteri, un tabellone che contiene tutti i caratteri usati dalla razza umana – dall’alfabeto inglese, all’italiano, al cinese, addirittura al Klingon).

In sostanza, vuol dire che potremo usare nel browser indirizzi come:

http://www.playstation

oppure

http://playstation

o

playstation

Qui li trovate tutti, e questo è il video dell’ICANN che illustra (una parte del) l’elenco dei nomi: notate che esistono nomi a dominio in arabo e in giapponese.

Infine, la decisione dell’ICANN ha sollevato critiche preoccupate di organizzazioni di categoria circa la babele che si verrebbe a formare. Si immagini un po’ quello che successe alla fine degli anni ’90 quando ci fu la corsa all’acquisto dei domini .it, per cui c’era chi acquistava domini con il nome di personaggi famosi o cose del genere. Questo tipo di pratica si chiama “defensive domain names registration”.

Approfondimenti

Be hungry, be foolish

Steve JobsE’ passato un anno da quando questo profeta se n’è andato. E’ indubbio che la sua idea di computer, bello, potente e facile da usare, sia stata un come fascio luminoso. Fino alla sua visone della nuvola come nuova astrazione di Internet.

Lo si può amare e lo si può odiare. Questi in effetti sono i sentimenti contrastanti che le persone esprimono quando si parla di lui.

Giustamente lo si ricorda oggi ad un anno dalla morte: molta dell’informatica che usiamo oggigiorno e della nostra stessa vita hanno preso una direzione particolare grazie a lui e alla sua visione.

La stampa si è spellata le mani oggi per scriverne gli elogi, non mi voglio unire solo per una questione di ridondanza, la sua visione del mondo mi piace, ma è come far piovere sul bagnato. E il mio contributo sarebbe solo molto modesto.

Molti dicono però, e non senza ragione, che nessuno si ricorda di chi ha portato Internet dov’è oggi: Jon Postel (1943-1998) tanto per fare esempio di illustre sconosciuto per i più, che volle assicurarsi con il presidente Clinton, quando questi scrisse il Telecommunications Act (1996), che Internet rimanesse una rete libera. Jon Postel sicuramente non ha mai visto i soldi che ha visto Steve Jobs né ha prodotto gadget come iPad o iPhone così belli e così snob, ma è grazie (anche) a lui che oggi esistono Facebook, Google, YouTube o i servizi come la videoconferenza, Skype, la web TV, fino anche alla semplice (vien da dire: la cara vecchia) email.

Anche lui forgiò un comandamento che suona come quello di Jobs:

“Be liberal in what you receive and conservative in what you send.”

Sii liberale in ciò che ricevi e conservatore in ciò che dai, mi ricorda molto lo spirito della licenza GPL (una licenza con cui è possibile distribuire il software o qualsiasi altro lavoro dell’intelletto, che recita più o meno così: dai a chi modifica il tuo lavoro gli stessi diritti che hai ricevuto quando è passato per le tue mani).

Mi piace anche ricordare, soprattutto durante i miei corsi, questo aneddoto su Jon Postel: un giorno fu chiamato dalla Casa Bianca come consulente per poi ricevere l’incarico di direttore della ICANN (Società di Internet per l’assegnazione di Nomi e Numeri). All’epoca era, tra le altre cose, direttore dello IANA [¹] che lui stesso fondò. Ebbene, il personale della sicurezza della Casa Bianca non volle farlo entrare pensando fosse un pezzente, tanto era sloppy — veramente poco formale — il suo aspetto [²]. Altro che il “Dio della rete” come lo aveva battezzato l’Economist nel 1997!

Sì, certo, non abbiamo i suoi gadget da portarci appresso per ricordarci di lui. Ma basta ricordare che quando scriviamo http duepunti barra barra www punto facebook punto com, ci colleghiamo ad una macchina negli US tramite la magia del DNS, che ha inventato lui, una sorta di elenco telefonico dei computer connessi alla rete. O che quando scriviamo una mail, usiamo sotto sotto un altro ammennicolo che ha inventato lui, il protocollo per trasferire files o FTP. Quindi anche se non abbiamo iPhone, anzi – a maggior ragione – quale che sia il dispositivo che adoperiamo per usare Internet, un computer, uno smartphone o un tablet: ogni volta che facciamo click o tap possiamo onorare la sua memoria.


[1] Autorità di Internet per l’assegnazione di Numeri: con numeri si intendono gli indirizzi IP, fai un numero e risponde un computer – è così che funziona Internet (IANA)

[2] Memoriale nel sito dell’Università della California Meridionale

Javascript: individuare l’elemento cliccato

Esiste la bella funzione elementFromPoint(x, y) che ritorna l’elemento DOM corrispondente alle coordinate che ad esempio si possono desumere dal click del mouse attraverso le proprietà clientX, clientY dell’evento:

var element = document.elementFromPoint(e.clientX, e.clientY);

Da questo punto in poi le proprietà dell’elemento del DOM element sono disponibili per la lettura/scrittura.

Ulteriori informazioni: mozilla.org

HG Mercurial

Ho aggiunto un piccolo Wiki che riporta tanti piccoli howto sull’uso di hg, il sistema di versionamento di cui ho scritto un paio di considerazioni tempo fa.

Si trova nella sezione Howto, sotto PHP (link diretto)

Navigazione da diporto

Questo è un mestiere in cui hai la possibilità di imparare davvero di tutto.

Oggi mi trovo a dover personalizzare un software per scopi nautici e devo imparare cos’è una nave da diporto.

C’è una norma di legge che definisce la navigazione da diporto, il D.L. 18 luglio 2005, n.171:

Ai fini del presente codice si intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed
interne a scopi sportivi o ricreativi e senza fine di lucro

Le unità da diporto sono di tre tipi:

  • natanti da diporto: imbarcazioni piccole, di lunghezza ≤10 m (tra di esse: barche a remi, pedalò, moto d’acqua)
  • imbarcazioni da diporto: le unità la cui lunghezza è > 10 m e ≤ 24 m
  • navi da diporto: le unità di lunghezza > 24 m.

Altre informazioni qui (AFYACHT) e qui (testo del decreto).