Be hungry, be foolish

Steve JobsE’ passato un anno da quando questo profeta se n’è andato. E’ indubbio che la sua idea di computer, bello, potente e facile da usare, sia stata un come fascio luminoso. Fino alla sua visone della nuvola come nuova astrazione di Internet.

Lo si può amare e lo si può odiare. Questi in effetti sono i sentimenti contrastanti che le persone esprimono quando si parla di lui.

Giustamente lo si ricorda oggi ad un anno dalla morte: molta dell’informatica che usiamo oggigiorno e della nostra stessa vita hanno preso una direzione particolare grazie a lui e alla sua visione.

La stampa si è spellata le mani oggi per scriverne gli elogi, non mi voglio unire solo per una questione di ridondanza, la sua visione del mondo mi piace, ma è come far piovere sul bagnato. E il mio contributo sarebbe solo molto modesto.

Molti dicono però, e non senza ragione, che nessuno si ricorda di chi ha portato Internet dov’è oggi: Jon Postel (1943-1998) tanto per fare esempio di illustre sconosciuto per i più, che volle assicurarsi con il presidente Clinton, quando questi scrisse il Telecommunications Act (1996), che Internet rimanesse una rete libera. Jon Postel sicuramente non ha mai visto i soldi che ha visto Steve Jobs né ha prodotto gadget come iPad o iPhone così belli e così snob, ma è grazie (anche) a lui che oggi esistono Facebook, Google, YouTube o i servizi come la videoconferenza, Skype, la web TV, fino anche alla semplice (vien da dire: la cara vecchia) email.

Anche lui forgiò un comandamento che suona come quello di Jobs:

“Be liberal in what you receive and conservative in what you send.”

Sii liberale in ciò che ricevi e conservatore in ciò che dai, mi ricorda molto lo spirito della licenza GPL (una licenza con cui è possibile distribuire il software o qualsiasi altro lavoro dell’intelletto, che recita più o meno così: dai a chi modifica il tuo lavoro gli stessi diritti che hai ricevuto quando è passato per le tue mani).

Mi piace anche ricordare, soprattutto durante i miei corsi, questo aneddoto su Jon Postel: un giorno fu chiamato dalla Casa Bianca come consulente per poi ricevere l’incarico di direttore della ICANN (Società di Internet per l’assegnazione di Nomi e Numeri). All’epoca era, tra le altre cose, direttore dello IANA [¹] che lui stesso fondò. Ebbene, il personale della sicurezza della Casa Bianca non volle farlo entrare pensando fosse un pezzente, tanto era sloppy — veramente poco formale — il suo aspetto [²]. Altro che il “Dio della rete” come lo aveva battezzato l’Economist nel 1997!

Sì, certo, non abbiamo i suoi gadget da portarci appresso per ricordarci di lui. Ma basta ricordare che quando scriviamo http duepunti barra barra www punto facebook punto com, ci colleghiamo ad una macchina negli US tramite la magia del DNS, che ha inventato lui, una sorta di elenco telefonico dei computer connessi alla rete. O che quando scriviamo una mail, usiamo sotto sotto un altro ammennicolo che ha inventato lui, il protocollo per trasferire files o FTP. Quindi anche se non abbiamo iPhone, anzi – a maggior ragione – quale che sia il dispositivo che adoperiamo per usare Internet, un computer, uno smartphone o un tablet: ogni volta che facciamo click o tap possiamo onorare la sua memoria.


[1] Autorità di Internet per l’assegnazione di Numeri: con numeri si intendono gli indirizzi IP, fai un numero e risponde un computer – è così che funziona Internet (IANA)

[2] Memoriale nel sito dell’Università della California Meridionale

Javascript: individuare l’elemento cliccato

Esiste la bella funzione elementFromPoint(x, y) che ritorna l’elemento DOM corrispondente alle coordinate che ad esempio si possono desumere dal click del mouse attraverso le proprietà clientX, clientY dell’evento:

var element = document.elementFromPoint(e.clientX, e.clientY);

Da questo punto in poi le proprietà dell’elemento del DOM element sono disponibili per la lettura/scrittura.

Ulteriori informazioni: mozilla.org

HG Mercurial

Ho aggiunto un piccolo Wiki che riporta tanti piccoli howto sull’uso di hg, il sistema di versionamento di cui ho scritto un paio di considerazioni tempo fa.

Si trova nella sezione Howto, sotto PHP (link diretto)

Navigazione da diporto

Questo è un mestiere in cui hai la possibilità di imparare davvero di tutto.

Oggi mi trovo a dover personalizzare un software per scopi nautici e devo imparare cos’è una nave da diporto.

C’è una norma di legge che definisce la navigazione da diporto, il D.L. 18 luglio 2005, n.171:

Ai fini del presente codice si intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed
interne a scopi sportivi o ricreativi e senza fine di lucro

Le unità da diporto sono di tre tipi:

  • natanti da diporto: imbarcazioni piccole, di lunghezza ≤10 m (tra di esse: barche a remi, pedalò, moto d’acqua)
  • imbarcazioni da diporto: le unità la cui lunghezza è > 10 m e ≤ 24 m
  • navi da diporto: le unità di lunghezza > 24 m.

Altre informazioni qui (AFYACHT) e qui (testo del decreto).

A Bug’s Life(ray)

Mi sono imbattuto in questo problema in Liferay:

  • creo un forum (message board)
  • creo un gruppo
  • assegno utenti al gruppo

A questo punto (al momento dell’assegnazione) mi viene notificato un errore “User groups is temporarily not available”.

Mi accorgo che nel creare il gruppo è stato associata un template di default. Vorrei deselezionarlo: non posso. Va be’, faccio prima a fare un secondo gruppo e faccio attenzione a selezionare None nella scelta del template.

Così facendo riesco nuovamente ad assegnare gli utenti al gruppo.

La versione su cui sto lavorando è la Liferay Portal Community Edition 6.0.5 CE.

Musica dal bosone di Higgs

Una curiosa vulgata dei risultati dell’esperimento ATLAS, basata sui dati relativi alla scoperta del bosone di Higgs, utilizza la musica.

Il grafico qui sotto mostra l’andamento del numero di eventi in funzione della massa tratti dall’esperimento ATLAS e, come dicevamo, esiste un massimo intorno alla massa di 126 GeV.

Sostituendo la massa (asse x) con il tempo e il numero di eventi (asse y) con l’altezza delle note rispetto alla curva tratteggiata rossa (una curva polinomiale del 4° ordine) si ottiene un pentagramma che descrive il grafico sopra: in particolare si noti il massimo (la regione di massa in cui si situa la particella di Higgs) in corrispondenza alla metà della seconda battuta (in particolare il picco delle note FA – DO – MI sopra il rigo cerchiate in rosso – il famoso Do di petto del bosone 🙂 ):

Il risultato è gradevole all’orecchio e sono state eseguite alcune versioni su un piano e su altri strumenti digitalizzati, comprese le percussioni (marimba e maracas).

Il grafico è coperto da copyright del CERN. Il progetto di sonificazione è stato realizzato da Domenico Vicinanza (che detiene il copyright sullo spartito sopra) del gruppo di ricerca inglese DANTE (Delivery of Advanced Network Technology to Europe).

Volunia: il team si racconta

La squadra di giovani informatici che lavorano al progetto Volunia, si racconta in questo simpatico video

Nautilus: problemi a connettersi ad un FS remoto servito con Samba

Nautilus

nautilus
Nautilus

Ho avuto qualche problema a connettermi ad una unità di rete utilizzando Nautilus (l’esplora risorse di Ubuntu).

Parliamo di Ubuntu, 12.04 la versione che avevo quando si è manifestata l’anomalia.

Ho trovato qui la soluzione al mio problema, che riporto per brevità:

  1. Aprire il file di configurazione di Samba
    $ sudo vi /etc/samba/smb.conf
  2. Andare nella sezione [global e inserire questa linea
    client lanman auth = yes

Il motivo delle necessità di questa modifica è che per Ubuntu 12 è disabilitato per default lo schema di connessione LANMAN.

Samba

Samba è una suite di programmi atti a stabilire una ambiente interoperabile tra piattafore Windows/Active Directory e Linux/Unix. Un post su Samba di questo blog approfondisce questo programma.

Amarcord…

… in preda a nostalgia, mi ricordo un evento che credo risalga al 1987, novembre o giù di lì, faceva buio presto.

Non so perché, decisi di partecipare ad un seminario che si teneva nell’Aula A del Dipartimento di Fisica Galileo Galilei di Padova. Il relatore era un fisico italiano che lavorava al CERN che era venuto a parlare di Modello Standard. Non ne rammento il nome. Anzi no. Lo rammento bene. Era Sergio Ferrara! Io all’epoca ero forte della mia appena iniziata Analisi II (sapevo cos’era uno jacobiano!!!) e della incrollabile convinzione che Ingegneria fosse la facoltà in cui si faceva più matematica di tutte. Vai a capire perché da pischelli ti fai facilmente di queste pippe. Come prima cosa mi stupii dell’aula: non ci ero mai entrato (ci sarei tornato dopo qualche mese a vedere gli esperimenti di interferenza coi laser): mi sembrava la sala macchine del Nautilus!, con tre strumenti analogici enormi fissati nella parete antistante l’uditorio (barometri? amperometri? non ho mai indagato, ma oggi ho saputo che erano voltmetri e amperometri… tuttavia, in questo storico articolo e in questo, anche più dettagliato, è spiegato come era stata allestita a quel tempo l’aula Rostagni (“aula A”) di 300 posti.), tre lavagne lunghe e basse, una fila di interruttori a leva… Mancava solo l’organo di Nemo! Insomma una costruzione moderna ai tempi di Mussolini – ai quali il dipartimento risale -, ma così grottesca ai miei occhi di ragazzino degli anni ’80.

Insomma, l’aula è gremita di fisici, professori, ricercatori e qualche studente. Arrivo quando il tipo ha già iniziato la sua lezione e progressivamente vengo colto da un senso di panico. Parla di cose che mi sembrano meravigliose ma di cui capisco solo l’abissale distanza dalla mia piccola matematica: gruppi abeliani, superalgebre, commutatori, parentesi di Lie e poi bosoni vettoriali, simmetria, supersimmetria, quark, leptoni, …

Uscii esterrefatto: non avevo capito niente ed era crollata l’idea balzana di ingegneria come facoltà più matematica di tutte: “i fisici ci battono alla grande” mi dissi, “eeehh ma vedrai che in Analisi due, massimo massimo in Metodi Matematici per l’Ingegneria facciamo anche tutte queste cose qui”.

No. Tornato a casa, presi in mano il bollettino e cominciai a cercare tutti i corsi che parlavano di matematica. Mi resi conto ben presto che non avrei mai studiato quelle cose. Ci rimasi male, ma questo evento mi accese il grande desiderio di arrivare a quelle vette. Che purtroppo rimase tale. Non mi fidai dei miei poveri mezzi.

Solo qualche anno prima ascoltavo questa bellissima canzone.

CERN Tweetup: un anno di AMS nei cieli

Mercoledì 25 luglio 2012 il CERN organizza un evento con la collaborazione di ESA e NASA in occasione della visita ai laboratori del progetto AMS del CERN dei 6 astronauti che hanno installato il rivelatore AMS 02 a bordo della International Space Station (ISS).

AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) è l’esperimento di studio nella materia oscura e antimatoeria (dark matter, anitmatter) che si basa sul rivelatore AMS 02, portato in orbita dallo Shuttle Endeavour il 16 maggio 2011. La stazione ha inviato in continuazione dati all’esperimento AMS che ha sede al CERN.

Sarà possibile seguire l’evento con Twitter iscrivendosi nel form di registrazione. Nello stesso sito web Paola Catapano ci racconta questo evento.